Marchi

  • A.C.T. Distribuzione

    La società A.C.T. Distribuzione srl  viene costituita nel 2017 dal fondatore dell’ Amazon Cigars & Tobacco, Ferdinando Buonocore.

    La sua decisione di costituire un deposito fiscale è dovuta principalmente alla volontà di accorciare la filiera commerciale, rendendola più snella possibile e creando un collegamento diretto tra produttore e consumatore. In questo modo, la Manifattura sarà in grado di fornire ai clienti un prodotto come sempre di elevata qualità in linea con le proprie richieste e allo stesso tempo  avrà modo di raccogliere le opinioni e conoscere direttamente i gusti e le aspettative del fumatore per migliorare ulteriormente il prodotto.

  • Aldo Viola

    L'Azienda Agricola Biologica Aldo Viola si estende per 12ha di cui 9ha vitati nei pressi di Alcamo.

    Eccellenza, Tradizione ed Ecosotenibilità sono i tre cardini di sviluppo di Aldo che produce 35000 bottiglie in modo naturale ed artigianale.

    In Cantina: 100% uva fermentata!

    I vini sono frutto di una passione, pensati per essere liberi da ogni standardizzazione.

    L'imprevedibilità delle fermentazioni spontanee e la purezza del suo succo d'uva senza nessun tipo di sostanze aggiunte o sottratte, crea una magia, specchio dell'esaltazione di un territorio assai vocato.

    Nessuna filtrazione, chiarificazione, stabilizzazione od aggiunta di solfiti su quasi tutti i vini.

    In vigna:

    L'approccio naturalistico, forte componente aziendale, è estremizzato nel ripristino della fertilità del suolo.         Le tecniche di coltivazione in biologico affiancate a dei concetti di biodinamica tendono ad esaltare una gestione finalizzata alla realizzazione di vini che contengono una forte identità territoriale. Fortunatamente l'azienda si trova in zone con condizioni di ventosità elevata, che permettono una gestione a basso impatto ambientale.

  • Alessandro Viola

    L?azienda è costituita da 7 ettari di vigna coltivata con uve Grillo, Nero d'Avola, Nerello Mascalese e Catarratto,

    la maggior parte dei vigneti si trovano in contrada Pietra Rinosa che si trova nell'entroterra Alcamese,

    la restante parte sul monte Bonifitato, montagna che domina la città di Alcamo. Alessandro, enologo con esperienza nazionali ed europee, tra cui una collaborazione con Donato Lanati, cura tutte le fasi,

    dalla gestione agricola della vigna alle operazioni di vinificazione delle uve essendo egli stesso laureato in viticoltura ed enologia.

    La filosofia dei vini dell'azienda è molto semplice, realizzare del vino utilizzando come unico ingrediente l'uva,

    ciò non è dovuto prettamente a motivi etici ma per una convinzione maturata negli anni che realizzare il vino puro non solo sia possibile ma che il risultato sia migliore.

    Stesso approccio nell'agricoltura, ovvero rendere indipendente la terra da concimi e diserbanti affidandosi

    alla fertilità naturale del suolo capace di rinnovarsi a condizione che l'uomo ne ne turbi gli equilibri.

    "Nel vino ci sono equilibri chimici perfetti,

    solo la natura può arrivare a tanto, chi siamo noi per fare meglio della natura? " Alessandro Viola 

  • Amorelli

    La prima produzione di pipe avvenne nel 1979 ad opera di Salvatore Amorelli in un piccolo laboratorio nel cuore della Sicilia. Una strada difficile da seguire ma lo scrupoloso rigore artigianale nell’esecuzione e il design rivoluzionario applicato alle linee classiche permetterono sin da subito ad Amorelli di inserirsi tra i più apprezzati produttori di pipe italiani.

    Il ciocco d’erica sicula, la maestria della lavorazione e la pregiatezza delle rifiniture sono oggi i tratti distintivi delle pipe Amorelli.

    Oggi dopo quasi quarant’anni Amorelli è riconosciuto come uno dei marchi più apprezzati da fumatori e collezionisti di tutto il mondo.

    La perfetta integrazione tra lavorazione artigianale e design rivoluzionario applicato alle linee classiche sono tra le principali peculiarità di ogni singola pipa Amorelli.

    Rivoluzionarie innovazioni di stile costituiscono la linea delle pipe Amorelli.

    L’interpretazione particolarissima del bocchino visto non più come un’appendice secondaria ma come elemento determinante dello sviluppo armonico della pipa.

    Radica e plexiglas in una fusione armoniosa di forme e linee. Il marchio, realizzato in oro 24 carati è inserito tra cannello e bocchino per un perfetto allineamento.

    La lavorazione del bocchino rappresenta un momento determinante: la pipa assume la forma definitiva.

    Busbee: un intarsio in radica sul bocchino. Una fusione perfetta di notevole effetto estetico che in alcuni modelli viene piegato a mano con acqua e fuoco.

    Frac: una raffinata elaborazione di modernissimo design.

    Nail: realizzata in radica o in corno questa pregevole imboccatura conferisce alla pipa un gusto senza confronti verificato e apprezzato da esperti fumatori.

    Lyra: l’antico strumento caro agli dei ispiratore di una delle più rare applicazioni di Amorelli.

    Fishtail: dove metacrile, radica e ancora metacrile si fondono insieme creando un sofisticato gioco tra radica e trasparente.

    Queste le elaborazioni fondamentali: messaggi rivolti ai fumatori e ai collezionisti.

    Amorelli rispettando i canoni classici personalizza con particolari lavorazioni artistiche le sue pipe rendendole pezzi unici al mondo.

    Una serie di asterischi, da 0 a 5, contrassegna le pipe valutandone la qualità, la rarità e la bellezza della radica.

    La bulinatura manuale delle pipe rusticate chiamate Roccella o la sabbiatura che come i ghibli del deserto erode le parti più tenere del legno, esprimono la completezza della linea Amorelli conosciuta ed apprezzata in gran parte del mondo.

    Una pipa Amorelli non nasce da un’ideazione teorica. E’ lo studio del ciocco che, dopo la sbozzatura, svela quale forma è contenuta in esso.

    E’ la radica con le sue venature, il suo sviluppo, la sua particolarità ad indicare il modello più fattibile.

    Sta alla maestria di chi lavora la pipa interpretare questi segnali per estrarre la fiammata in tutta la sua armonia, per far risaltare la linea particolare, per sfruttare al meglio ogni pezzo di radica.

    Occorrono circa 70 fasi di lavorazione. Solo una lavorazione perfetta, eseguita da mani sapienti, donerà al possessore una fumata ottima.

  • Andrè Beaufort

    Il marchio storico è André Beaufort, ma l'artefice di questi grandi Champagne è il figlio Jacques, pioniere della viticoltura biologica.
    Sin dal 1969 le sue vigne non ricevono alcun trattamento di sintesi chimica e, per limitare l'impatto ambientale del rame (tollerato nel biologico), da anni sperimenta l'omeopatia e l'aromaterapia. La certificazione BIO arriva nel 1971.
    I vini sono accattivanti, di straordinaria beva, con ricordi di spezie esotiche.

    Una decina di anni fa, a Polisy è iniziato il progetto di restauro di uno storico castello situato nel cuore del villaggio per trasformarlo nel loro quartier generale.
    L'energia positiva portata dai figli di Jacques si respira nelle cantine di questa struttura ma anche nei loro vigneti circostanti.
    Bellissima la parcella di Pinot Noir dietro la chiesa di Landreville da cui, solo nelle migliori annate, ci arriva il "Derriere L'Eglise".
    I vini qui sono più tirati, meno dosati e forse più in linea con le aspettative degli amanti del genere "nature".

  • Antico Sigaro Nostrano del Brenta

    Una tradizione lunga 5 secoli del

    Nostrano del Brenta, i documenti

    storici registrano che le prime

    coltivazioni di piante di tabacco nel

    XVI secolo nel monastero dei frati di

    Campese di Bassano del Grappa

    (VI).Già nel tardo 500 si cominciano a

    produrre i primi sigari. Inoltre trà il

    700 ed il 900 la diffusione dei sigari

    fatti con Tabacco Nostrano è tale da

    rappresentare la fonte principale,

    talvolta l'unica fonte di

    sostentamento per la comunità del

    Canal di Brenta. Spesso la storia del

    Tabacco Nostrano è fatta di

    clandestinità e contrabbando di

    decreti imperiali ,attraverso quattro

    dominazioni diverse. Soltanto nel

    1763,dopo quasi due secoli di lotte i

    rappresentanti della Repubblica

    concedono il privilegio agli agricoltori

    di coltivare il tabacco .Tuttavia il

    sigaro Nostrano del Brenta antenato

    di quello che sarà il DOGE, è già

    conosciuto ed apprezzato dai signori

    della nobiltà veneziana.

  • Arianna Occhipinti

    Goethe diceva: “La materia non è nulla, quello che conta è il gesto che l’ha fatta”. E il primo gesto che ho imparato facendo vino è stato accettare. Accettare la diversità dei suoli, dell’inclinazione del terreno, dell’altitudine, e l’originalità di un vigneto. Accettare vuol dire rispettare. Rispettare la terra e il suo equilibrio. Rispettare la vigna con i gesti sapienti di una agricoltura sensibile. Rispettare la fermentazione grazie all’uso di lieviti indigeni. Rispettare il vino come se fosse una persona. Una persona che si porta dietro un mondo, una storia, un’atmosfera. E sa della terra da cui nasce. Il vino che mi piace fare non è semplicemente un vino biologico. È un vino naturale come penso di essere io. Che nasce dalla mia sensibilità per le cose vere e dai miei gesti, le mie attenzioni d’amore. Un vino che, nelle sue armonie e asperità, dice della terra dove è nato e anche di me. Per questo sono convinta che il vino naturale, oltre a un vino buono, sia anche un vino umano.

  • Azienda Agricola Barracco

    L’azienda agricola Barracco Francesca è situata a Mazara del Vallo in provincia di Trapani ed insiste per poco più di 51 ettari di terreno tra vigneto ed uliveto. Il vigneto è, a sua volta suddiviso, in due contrade: Contrada Roccazzo consta di circa 28 ettari di cui 4 ettari coltivati ad ulivi e la residua parte a vigneto. e la Contrada Minneno di circa 23 ettari, coltivati esclusivamente a vigneto.
    Le varietà presenti sono: ansonica o insolia, catarratto bianco comune, chardonnay, grillo, trebbiano toscano, nero d’avola, merlot e cabernet sauvignon.
    L’età delle vigne varia da pochi anni fino ai 50 circa di quelle più vecchie, che costituiscono la gran parte di tutto il vigneto. L’azienda fin dai primi anni 90 è in regime biologico.
    Storicamente, l’azienda nasce dall’unione di due famiglie, la famiglia Maiale e Barracco, da cui derivano le proprietà rispettivamente della Contrada Minneno e Roccazzo. La famiglia Maiale fin dai primi dell’ottocento produceva vino e soprattutto il Marsala qualità “garibaldi”, tramite Mario Maiale ed i suoi figli. Tuttavia, l’attività di vinificazione si interrompe ai primi del 900, così che le uve prodotte erano interamente conferite alle cantine sociali.
    Ad oggi l’azienda è amministrata dalla signora Francesca Barracco unitamente ad i suoi tre nipoti Laura, Franco e Silvia Barracco, tutti comproprietari dei terreni e gestita da Roberto Bruno, figlio della signora Francesca. Quest’ultimo nel 2012 si trasferisce da Milano, dove esercitava la professione di avvocato d’affari, a Palermo per occuparsi dei vigneti di famiglia. Sebbene, all’inizio lui continui l’ordinaria attività di conferimento delle uve prodotte alle cantine sociali, la passione per il vino lo conduce a meditare di riprendere l’antica tradizione familiare di vinificazione non più esercitata ormai da molti decenni.
    L’idea di produrre il primo vino “Barracco” nasce nel 2016 nel momento in cui Roberto Bruno viene a contatto col mondo del vino naturale, rimanendone affascinato. Un anno più tardi, quando si stringe la collaborazione con l’agronomo Ennio Gugliotta, attuale consulente dell’azienda, nasce il progetto del vino naturale “Barracco”. Ed è così che dalla potatura a alla vendemmia ed ogni fase della coltivazione è rigorosamente eseguito dalla sapiente mano dell’uomo.
    Così come durante la vinificazione, ci si astiene dall’utilizzo di qualunque sostanza chimica, affidandosi interamente ed esclusivamente all’attenzione ed alla cura durante la fermentazione e le successive fasi della trasformazione dell’uva in vino. Il prodotto così ottenuto è, quindi, un vino naturaleespressione tipica di un territorio, frutto di un’accurata selezione delle vigne, derivato dalla fermentazione spontanea delle uve prescelte senza nessun tipo di addizione di sostanze chimiche, nel pieno rispetto della natura e della vigna e, nel contempo, del consumatore, così come vuole il produttore.

  • Azienda Agricola Cherubini

    L’Azienda agricola Cherubini si trova oltre i confini della Franciacorta orientale immersa in un parco naturale delle colline bresciane a pochi km dal centro cittadino. In questa vallata si trova un terroir di millenaria formazione con falde acquifere sotterranee e rocce ricche di calcare con substrato argilloso. Queste caratteristiche del suolo unite a una leggera brezza costante ed escursioni termiche donano ai vini  mineralità e acidità tipiche del terroir di produzione. Non vengono utilizzati strumenti di agricoltura convenzionale come diserbi o prodotti pesticidi.

    La filosofia agricola e di vinificazione è atta ad intervenire il meno possibile sia in vigna che in cantina, da qui la scelta di produrre metodi classici a Dosaggio Zero con soli affinamenti in vasche di cemento che garantiscono prodotti con la massima espressione del territorio d’origine.

  • Azienda Agricola Emilio Sciacca

    L’azienda agricola “Emilio Sciacca Etna Wine” nasce nel 2015 come gesto decisivo di una storia d’amore iniziata tanti anni prima e che ha come protagonista l’ Etna ed il vino dell’Etna. 

    Emilio, già nel campo del turismo naturalistico e dell’enoturismo, dopo molti anni di ricerca, studio e passione trova un piccolo appezzamento di terra con un antico Palmento da ristrutturare nel territorio di Linguaglossa (Etna Nord) in contrada Martinella e se ne innamora immediatamente.

    Nel 2018 la prima vendemmia da cui nascono le nostre tre etichettedi vino dell’Etna: un bianco (Biancopiglio) e due rossi (Rossobrillo e Neromagno) da uve autoctone del vulcano.

    Oggi l’azienda agricola Emilio Sciacca Etna Wine conta di un ettaro di vigneto di proprietà, sia a Linguaglossa che sul versante sud a Biancavilla, e di un altro ettaro sotto contratto di conferimento. Questi due ettari sono seguiti direttamente e personalmente dall’azienda lungo tutte le fasi agronomiche.

  • Azienda Agricola G.Milazzo

    Per i Milazzo produrre vini è una vera “questione di famiglia” che ne ha fatto i primi produttori di spumanti con metodo classico in terra di Sicilia. 

    Un cammino che prosegue nel segno della valorizzazione della tradizione aziendale, con Giuseppina Milazzo e Saverio Lo Leggio, coppia nella vita, uniti nella volontà di dare continuità alla produzione Milazzo. 

    Tra i primi viticoltori siciliani, tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta, ad esaltare la vinificazione da vitigni autoctoni siciliani. Questo ha consentito nel corso degli anni, insieme ad altri nomi eccellenti, al recupero della tradizione vitivinicola dell’isola senza tralasciare la sperimentazione e innovazione, che ha portato tra le altre l’adozione in Sicilia delle uve Chardonnay con il preciso intento di arrivare a produrre un grande spumante Metodo Classico SICILIANO.

  • Azienda Agricola Nuzzella

    Il rispetto per la nostra terra

    "La nostra azienda si trova sul meraviglioso versante orientale dell’Etna, ad un’altitudine di circa 500mt s.l.m., al confine tra i paesi di Piedimonte Etneo e Linguaglossa. Uno scenario unico, caratterizzato dalla fusione di due territori: le “terre bianche”, rocce sedimentarie solcate da incisioni torrentizie non coperte dalla lava, e le “terre nere”, risultato di colate laviche susseguitesi nel tempo. Una lingua di terreno lavico a cui i contadini diedero il nome di “Terremorte”, proprio a indicare le terre sommerse dal potente fiume rosso.
    È qui che nel 2014 è iniziato il duro ma entusiasmante lavoro di recupero di un uliveto ed un vecchio vigneto impiantato con le varietà autoctone, Nerello Mascalese e Carricante, quattro ettari in tutto. In queste terre, nel rispetto della tradizione più antica e della valorizzazione dei vitigni, produciamo i nostri vini: il Selmo Etna Rosso D.O.C. ed il Blanc de Noir Etna D.O.C."

  • Benoît Lahaye

    “Vini di grande mineralità, profonda e affascinante, che non si concedono sempre facilmente, ma che lentamente e inesorabilmente conquistano.” – Le migliori 99 maison de Champagne 2014-2015

    “La sua stella polare sembra essere l’essenzialità al servizio dell’autenticità: niente maquillage, ma rettitudine ed espressione lineare.” – Samuel Cogliati, Champagne, Vignaioli e Vini

    “Viticoltore della Champagne molto in vista, Benoît Lahaye, è prima di tutto un carattere deciso. Di volontà e di coraggio, ce ne vogliono per gestire i suoi 4,5 ettari di vecchie vigne (età media 40 anni) in ‘bio’ (certificato) ed esprimere i territori di Bouzy, Ambonnay, Voipreux e Tauxières fino ai minimi dettagli della vinificazione, con onestà e umiltà. Una certezza: i vini, di grande stile, ereditano gli accenti più sottili di questi settori, grazie a un dosaggio minimo. Ciò è particolarmente manifesto nella cuvée brut Nature, complessa e pura.” – Le coup de coeur de la Revue du Vin de France, dicembre 2009 / gennaio 2010

    “La stella crescente di Bouzy ha scelto di trattare il suo vigneto con piante e minerali. “Bisogna riappropriarsi della terra”, dice questo viticoltore pragmatico che una volta, adoravala meccanica e che sta imparando oggi la trazione animale. Coltiva a cavallo, per suo piacere, i suoi vigneti di Bouzy, Ambonnay e Tauxières-Mutry. Vinificati in barrique, malolattica svolta, senza dosaggi che mascherano, i suoi champagne bianchi e rosati restituiscono sapori intensi di uva matura (frutta bianca allo sciroppo), e una tessitura robusta, a volte rude in gioventù ma sempre affiancata da una bolla delicata. Questi champagnes, che vanno oltre la dimensione fruttata dei pinot neri che ha fatto la leggendadel Sud della Montagna di Reims, costruiscono pazientemente una dimensione sapida superiore, quella di un grand cru.” – Les meilleurs vins de France 2018

    “I suoi vini hanno una perfetta definizione del territorio e sollevano cuore espirito.” – Bettane & Desseauve 2018

    “Un pinot noir giocato su unasapidità minerale gessosa, integrata a note fruttate e floreali solari, quasi mediterranee, che donagrande bevibilità” – Le migliori 99 maison di Champagne 2012-2013

  • Bolivar

    Simon Bolívar è stato una delle grandi figure storiche del XIX secolo che ha liberato gran parte del Sud America dal dominio spagnolo. La marca Bolívar è stata creata nel 1902 e si produce oggi alla fabbrica Partagas nel cuore dell'Avana. Non sorprende che un Habano con che prende il nome da questa storica figura, sia caratterizzato dalla forte personalità del suo sapore. Bolivar è infatti una delle marche di Ha- banos con un gusto e un sapore forte.

  • Bollinger

    La storica maison di champagne nasce il 16 febbraio 1829 ad Aÿ, in rue de l’Huilierie 16, con il nome Renaudin-Bollinger, grazie al tedesco Joseph Jacob Placide - detto Jacques - Bollinger, Athanase Louis Emmannuel Hennequin, conte di Villermont e proprietario viticolo della zona, e Paul Levieux Renaudin, enologo esperto. Villermont e Renaudin vennero a mancare nei trent'anni successivi all'apertura e l'azienda è rimasta in mano a mr. Bollinger, unico tra i tre soci ad avere eredi.

    Nel corso del secolo l'amministrazione della attività passa di padre in figlio e conosce una forte espansione. Nel 1931 il vitigno viene esteso a quattro ettari, esattamente come si presenta ai giorni nostr.i Durante l'amministrazione di George Bollinger a fine '800 l'azienda sopravvisse a diverse catastrofi, oltre alla prima guerra mondiale. I vigneti furono gravemente colpiti dalla filossera,un parassita molto dannoso. Monsieur George ripianta i vigneti ma i danni sono gravissimi e gli interventi durano fino al 1920. La maison era stata risparmiata anche durante la rivolta del 1911 proprio grazie all'ottima reputazione del suo proprietario. Nel 1941 a seguito della morte del marito Jacques, Elisabeth Law de Lauriston-Boubers, dagli amici conosciuta come Lily, e in futuro ricordata come Madame Bollinger, prese in mano le redini della grande tenuta di Aÿ, diventando la prima donna a gestire il business di famiglia. Madame condusse gli affari con passione per 30 anni dando una spinta ineguagliabile all'azienda, che proprio in quegli anni poté crescere di fatturato e di notorietà.

    Tra le intuizioni di Madame Bollinger c'è la creazione della leggendaria Cuvée de Prestige Bollinger R.D., con l'obiettivo di rendere il marchio più competitivo.

  • Bonsignore Baglio e Vigne

    Debora e Luigi hanno messo insieme le proprie competenze. Lei, da anni impegnata nella cantina di famiglia, lui manager aziendale per un progetto comune che non può prescindere dalla tradizione e che guarda al futuro, un futuro prossimo considerando che tutti e tre i figli respirano da sempre l’aria dei vigneti, conoscono la terra e soprattutto sono testimoni oculari dell’impegno e dei sacrifici dei loro genitori.

  • Bruno Ferrara Sardo

    "Da bambino, con mio nonno, passavo in campagna quasi tutti i giorni dell'anno e tra un gioco e l'altro guardavo gli uomini zappare, potare... ed imparavo ad amare e coltivare la vigna.
    Il periodo della vendemmia era quello che ricordo con maggiore piacere: adulti e bambini impegnati nella medesima attività, trasformare l'uva in vino.
    Per anni il ricordo delle vendemmie mi ha accompagnato finché ho deciso di cimentarmi io stesso nell'arte della viticoltura.
    Col tempo, di bottiglia in bottiglia, il mio vino è diventato sinonimo di convivialità e generosità e proprio per questi motivi spesso mi viene “richiesto” da amici e parenti per festeggiare grandi e piccole occasioni.
    'Nzemmula è memoria, ma non solo: è un vino che esprime la sua caratteristica intrinseca di condivisione, la sua capacità di allacciare e stringere relazioni.
    Da qui la scelta del nome " 'nzemmula" che nel dialetto locale significa “insieme” e vuole essere un invito alla gioia ed al piacere della condivisione."

  • C.H. Piconnet

    Questa micro maison di Neuville sur Seine è condotta oggi da Clément Piconnet, giovane di belle speranze formatosi alla scuola di viticultura ed enologia di Changins, in Svizzera, passato poi per esperienze lavorative in Champagne, Borgogna ed Australia ed oggi affiancato dalla moglie Agathe. Gli ettari vitati di proprietà sono 7,5 ma buona parte delle uve e dei vini sono venduti ad altri produttori. Con le migliori uve, nella piccola cantina progettata dalla sorella, in un magico mix di materiali e luce naturale, Clément produce solo 3 vini in tirature limitatissime. Ogni singolo vino è un esempio di armonia ed eleganza: semplicità di beva nel Blanc de Noirs, mentre il 3 Cepages rivela raffinatezza e grande complessità.

  • Cà Del Vent

    "Riteniamo la nuova normativa sul vino biologico troppo permissiva e ben lontana da un reale approccio naturale, ecosostenibile ed esente da prodotti nocivi per la salute umana.

    Secondo noi, un vino deriva da uve figlie del terroir, valorizzate assecondando le naturali caratteristiche del terreno e del clima, e difese in modo ecosostenibile privilegiando opportune strategie agronomiche alla somministrazione di prodotti che, nel caso di un loro utilizzo, siano naturali e non tossici per gli esseri viventi. In cantina l’obiettivo è vinificare senza aggiungere nulla, estraendo e utilizzando con sapienza solo ciò che è presente sulle uve e nelle uve, al fine di ottenere un vino unico, qualitativamente emozionante, digeribile e sano per la salute umana.

    Il vino non si fa solo con la scienza e col sapere. Se è vero che la sperimentazione e lo studio ci forniscono gli strumenti per operare, è altrettanto vero che è la sensibilità umana che ci permette di individuare la strada da seguire per interpretare al meglio le espressioni del terroir. L’uva e il vino vanno ascoltati, capiti, amati. Creare vino è arte, l’enologo valorizza le singole uve col suo vino, così come il pittore valorizza i singoli colori della sua tavolozza col suo quadro. La pianta è viva, l’uva è viva e così anche il vino deve essere vivo, capace di evolvere nelle bottiglie così come nel bicchiere, capace di crescere, maturare e invecchiare. Il vino diventa arte quando è unico, in quanto figlio dell’uomo, figlio della terra, figlio del clima, esempio di biodiversità.

    I viaggi in oriente hanno stimolato la conoscenza e l’approfondimento dei concetti energetici legati alla maturazione dell’uva ed al passaggio delle energie contenute nel vino. Nulla si crea, tutto si trasforma. La scienza identifica la stabilizzazione enologica con una serie di processi spontanei o indotti basati sulla precipitazione delle sostanze instabili, ma precipitazione significa eliminazione, quindi impoverimento. Il nostro concetto di vinificazione non si basa sulla materia in quanto tale, ma si concentra sull’equilibrio dei microrganismi e sull’accumulo di energia vitale ed informazione memorizzata dall’acqua che caratterizza il complesso sistema di legami e reazioni tra gli atomi ed i costituenti dell’uva prima e del vino poi. Uve e vini vitali, ricchi di energie e microrganismi sani e tipici, sono meno soggetti ai processi che causano le precipitazioni e gli impoverimenti, in quanto utilizzano naturalmente la loro energia per trattenere i propri costituenti trasformandoli in sostanze più stabili. Solo ciò che è morto precipita, ciò che è vivo cresce ed evolve. I concetti energetici applicati ad alcuni vini della vendemmia 2011, ed a tutti i vini a partire dalla vendemmia 2012, hanno determinato sedimentazioni scarse o quasi inesistenti e vini dotati di maggior struttura, caratterizzati da un complesso bagaglio aromatico in continua evoluzione, vini vivi che sanno di uva. L’approccio energetico non si basa sul sapere e sulle nozioni scientifiche, ma sulla capacità di percepire le vibrazioni, di agire secondo istinto e di usare le energie vitali per convertire energia."

  • Cantina Marilina

    Angelo Paternò arriva a Noto nel 2001, dopo aver maturato numerose esperienze professionali in giro per la Sicilia. La luce e la vicinanza al mare lo fanno innamorare del Val di Noto, zona che conosceva già molto bene, sotto un profilo pedoclimatico. 
    Nel 2007 inizia il progetto di costruzione della cantina, terminato nel 2009, concretizzando la sua idea iniziale condivisa con la figlia Marilina: i vini che finalmente lui stesso poteva produrre sono stati e sono con una forte identità, dal vigoroso legame con il territorio e vengono fuori dal processo naturale dei cicli vitali, senza forzatura alcuna. Proprio per questo sono stati mantenuti i vigneti già esistenti per un’estensione di 25 ettari, a cui ne sono stati aggiunti altri dieci di nuovi impianti, tra cui i vitigni internazionali, oggi rappresentati dai Currivu bianco e rosso.
    Sin dall’inizio Cantina Marilina ha focalizzato la produzione su tre vitigni autoctoni: Nero d’Avola, Moscato e Grecanico, seguendo e assecondando le fasi naturali della vigna. 

    Il Val di Noto - ha potuto appurare Angelo Paternò - è al primo posto tra i territori più soleggiati della Sicilia e la seconda zona, dopo Trapani, più ventosa della regione. Grande importanza hanno anche i terreni bianchi calcarei. Infatti il Nero d’Avola, il Moscato e il Grecanico sono vini che hanno un carattere determinato, dovuto proprio ai terreni calcarei che consentono belle strutture e permettono di compiere affinamenti più lunghi, conferendo longevità ed eleganza alle referenze. Forti di tutte queste qualità e caratteristiche, non si poteva che sfruttare la materia prima al 100%. Una volta portate le uve in cantina tutto passa nelle vasche in cemento, con macerazioni lunghe per poter utilizzare la materia prima al massimo. Le vasche in cemento non solo rendono migliore la maturazione, ma lasciano inalterato il prodotto. Dunque macerazioni lunghepochi interventi all’interno della cantina nella fase della lavorazione, con filtrazioni minime e nessuna chiarificazione. 
    Moscato, Grecanico e Nero d’Avola vengono prodotti con sfaccettature diverse proprio a dimostrazione che il vitigno non è statico, ma vive e ha reazioni differenti. Cantina Marilina crede fermamente che il Nero d’Avola sia ecclettico e certamente da rivalutare rispetto a tutto ciò che sinora si è avuto e si trova sul mercato.

    L’attenzione rivolta alla cura delle viti è la stessa che si ritrova nelle lavorazioni che vengono compiute all’interno della cantina, sino all’involucro finale, infatti vengono utilizzate bottiglie in vetro riciclabile al pari della carta per le etichette che è rigorosamente in carta naturale riciclata e i tappi sono in sughero naturale, il tutto in linea con la metodologia di produzione adottata.

    Cantina Marilina è in biologico dal 2001. Sono stati mantenuti gli alberelli già esistenti che adesso hanno tra i 40 e i 50 anni. Si presenta come il classico sistema di una volta, che voleva le viti insieme agli alberi da frutto.
    La storia, al pari della natura, è maestra!

  • Capovilla

    "È un percorso che dura da oltre 30 anni. 
    Girando e parlando con la gente, scopri un sacco 
    di cose. Curiosità e interesse creano dei nuovi 
    percorsi e ti fanno fare un poco di strada in più. 
    Ma il tutto nasce da un'equazione semplice: 
    con gli esperimenti che facevo, avevo capito che 
    più buona era la frutta, migliore era il prodotto 
    finale. Se parto da una materia prima eccezionale, 
    l'unico rischio è quello di rovinarla... 
    io tutto sommato non invento niente. 
    Il primo vero e grande lavoro è quello di produrmi 
    o andare alla ricerca delle materie prime migliori. 
    La materia prima davanti a tutto, poi viene il resto."

  • Casa Caterina Metodo Classico

    Casa Caterina è una piccola realtà condotta dalla famiglia Del Bono a Monticelli Brusati. Nonostante si sia in Franciacorta i fratelli Del Bono hanno rinunciato alla DOCG, le vigne sono gestite in regime Biodinamico e le fermentazioni avvengono in acciaio in modo spontaneo, solo con lutilizzo di lieviti indigeni.

  • Charles Dufour

    Charles Dufour inizia a lavorare nell'azienda di famiglia (Robert Dufour) a metà degli anni Duemila. Ben presto, il ragionevole approccio tradizionalista del domaine famigliare non gli basta più, e si orienta in modo netto verso l'agricoltura biologica, a iniziare dalla dismissione dei diserbanti. In vigna, dunque, solo rame, zolfo, tisane e preparazioni di tipo biodinamico. La certificazione bio (Écocert) arriva con la vendemmia 2010, proprio quella con cui Charles lancia la propria linea produttiva, sotto il duplice marchio "Champagne Charles Dufour" e "Champagne Bulles de Comptoir" (quest'ultimo già utilizzato nelle annate precedenti a titolo sperimentale). Cinque dei 15 ettari aziendali, in affitto, destinati dunque esclusivamente alla produzione di champagne compiutamente ecologici, sia in vigna, sia in cantina. È così che, da più di tre anni, questo giovane vignaiolo dalle idee molto chiare ricerca attraverso la sua azienda agricola "Les Vins du 7" la più nitida espressione di un terroir orignale e sottovalutato, quello del comprensorio kimmerigiano di Bar-sur-Seine, nell'Aube. Le vigne si trovano sul territorio dei comuni di Landreville, Essoyes e Celles-sur-Ource. 

    Logicamente, l'elaborazione degli champagne di Charles Dufour segue lo stesso desiderio di purezza espressiva e di integrità nella vinificazione. Nessun arricchimento dei mosti, fermentazioni alcoliche con soli lieviti indigeni, nessuna filtrazione né chiarifica delle basi spumante. L'affinamento è eseguito in legno e sulle fecce fini, in uno spirito di rispetto per il vino, e con il desiderio di agevolarne il respiro. L'anidride solforosa, inoltre, è bandita dalla fase di sboccatura, dopo la quale non avviene alcun dosaggio con liqueur d'expédition. Il risultato, sono vini di grande carattere, grinta e tensione gustativa.

  • Charlot Père et Fils

    Charlot Père et Fils è una piccola Maison a tenuta famigliare situtata a Chantillon sur Marne, nella Vallée de la Marne. Nel 2009 il giovane Pierre, subentrando alla nonna ottantottenne Solange, prende in mano la gestione dei 4,5 ettari di vigneti portando con sé un nuovo approccio agricolo. Sarà Pierre Masson, tra i padri della biodinamica francese, ad influenzare Pierre che presto diventerà tra i produttori più avanguardisti e interessanti di tutta la regione.

    I vigneti, tutti esposti a sud, sono popolati da piante di 30 anni per l’85% di pinot meunier, per il 10% di chardonnay e di pinot noir per il restante 5%. Anche in cantina Pierre ha un approccio innovativo rispetto agli standard della Champagne. Le fermentazioni, completamente spontanee, cominciano in vasche di acciaio inox, per poi proseguire in barrique usate. I vins clairs affinano sulle loro fecce fini fino all’estate successiva alla vendemmia, quando avviene la presa di spuma attraverso l’uso di lieviti neutri e zuccheri entrambi biologici.

    Tutti gli Champagne di Pierre Charlot contengono meno di 30 mg/l di solforosa e le cuvée riposano sur lies per almeno 3 anni, mentre i millesimati arrivano anche fino a 8. La Maison rappresenta una delle realtà più giovani e dinamiche della Champagne, incarnando a pieno lo stile delle Triple “A”.

  • Clement

    La storia inizia in Martinica, isola francese dei Caraibi, nel lontano 1887, anno in cui Homère Clèment decise di acquistare il Domain de l’Acajou, ben presto rinominato Habitation Clèment, o per dirla alla francese Maison Clèment. In precedenza il terreno della proprietà veniva sfruttato per produrre zucchero di canna, ma con l’arrivo in Europa della barbabietola da zucchero (da cui si ricava il classico zucchero bianco) la richiesta di zucchero di canna crollò. Da qui l’idea di Homère Clèment: produrre Rhum agricolo di altissima qualità, partendo dal lavoro nei campi e da quello stesso zucchero di canna che veniva lì prodotto ormai da decenni. Per 30 anni la famiglia Clèment si dedicò a questo progetto, curando la coltivazione della canna da zucchero e costruendo una distilleria sui modelli francesi visti da Homère a Parigi. Nel 1917 vennero finalmente pronte le prime bottiglie di Rhum Clèment, un rhum agricolo che si ottiene dalla distillazione del succo di canna da zucchero, o Vesou, e che rientra nelle tipologie di rhum più pregiate.

  • Cohiba

    Il Cohiba è la marca più rappresentativa di Habanos. Venne creata nel 1966 e per molti anni era esclusivamente de- stinata per regali a personalità del governo, nazionali e esteri, e per il Presidente Fidel Castro. Da allora i Cohiba sono prodotti nella prestigosa fabbrica de El Laguito a la Habana. Dal 1982, anno in cui venne presentata in tutto il mondo, la marca Cohiba è disponibile per gli appassionati più esigenti, in quantità sempre limitate. Il nome "Cohiba" è una antica parola usata dagli indios Tainos, popolo originario dell'isola, per definire le foglie di tabacco arrotolate che fumavano e che Cristoforo Colombo vide per la prima volta nel 1492. Cohiba è pertanto il primo nome per il tabacco.

  • Colibrì

    Brevi Cenni Storici:
    1920 - Fondazione a Francoforte sul Meno della J & B Lowenthal (marchio JBELO) dei fratelli Julius e Benno per la produzione di pipe ed accendini.
    1928 - Creazione del Colibri Original – primo accendino semiautomatico della storia – alimentato a benzina, con accensione a pietrina, che non richiede l’azionamentomanuale della fresa di accensione. Prende il nome dall’agilissimo uccellino brasiliano. Prodotto in Germania, Svizzera e Inghilterra fino al 1949 in 2.500.000 esemplari con alcune varianti, anche in versione da tavolo. Finiture cromate, argentate e dorate, ed in argento e oro massiccio.
    1932 - Creazione e brevetto del primo accendino automatico – denominato Monopol – a benzina con accensione a pietrina azionata da un carrello che apre il bruciatore e contemporanaemente ruota la fresa.
    Prodotto in circa 20.000.000 di esemplari in diverse versioni anche da tavolo ed anche con orologio incorporato.
    1940 - La sede principale, a Londra in Wood Street, viene completamente distrutta, compresi i magazzini, dai bombardamenti di dicembre.
    1943 - A Birmingham viene prodotto il modello Stormguard, largamente distribuito alle forze armate alleate.
    1955 - Creazione del primo Colibri a gas in collaborazione con la Flaminaire, e quindi denominato Flacco, dotato di serbatoio facente corpo unico con il meccanismo Monopol.
    Prodotto in Francia fino al 1958.
    1959 - L’evoluzione tecnologica consente la creazione del Colibri Monogas con serbatoio del butano separato, prima in metallo e poi in nylon trasparente che consente di vedere il livello del gas.
    Prodotto in 10.000.000 di pezzi, anche nella versione con regolazione automatica termostatica per mantenere costante l’altezza della fiamma.
    Poi evoluto nel modello Monogas Autoflint, in cui un sistema idraulico in miniatura regola la pressione sulla fresa e consente l’adozione di pietrine lunghe 25 mm
    della durata di un anno.
    1963 - Istituzione della società separata Tetra Moletric Limited per sviluppare l’adozione della piezoelettricità negli accendini. Nel 1967 viene commercializzato il Moletric80 – primo Colibri piezoelettrico – seguito nel 1969 dal Moletric88 e nel 1970 dal Monomatic e dal Tetra.
    L’ingegnosa pistola di James Bond nel primo film della serie – dicembre 1974 – fu costruita dalla Colibri ed era dotata di un Moletric88.
    ….2000 – Quantum 3003: soft jet flame con tasto di accensione sensibile.

  • Compagnia Toscana Sigari

    La culla del miglior tabacco Kentucky, da quasi cinquecento anni.

     

    I sigari Tornabuoni sono prodotti nuovi, ma che affondano le radici in una storia ben più profonda di quella di qualsiasi altro sigaro Italiano. Infatti, proprio da Sansepolcro partì, nella seconda metà del XVI secolo, la coltivazione del tabacco in Italia. Il Cardinale Nicolò Tornabuoni, nunzio apostolico in Francia durante il pontificato di Gregorio XIII, inviò i semi provenienti dal nuovo mondo, di cui Jean Nicot aveva appena descritto le caratteristiche in Francia, allo zio, il Vescovo di Sansepolcro. Nello stesso periodo si sviluppò un fiorentissimo mercato di tabacco, nella Repubblica di Cospaia, adiacente a Sansepolcro, minuscolo stato indipendente (meno di 400 ettari in tutto), nato per un errore topografico, tra lo Stato Pontificio e la Repubblica di Firenze (poi Granducato di Toscana), situato nell’odierno comune di San Giustino.

  • COS Azienda Agricola

    L’Azienda Agricola COS è stata fondata nel 1980, da tre amici: Giambattista Cilia, Cirino Strano e Giusto Occhipinti. L’acronimo dei loro cognomi (Cilia-Occhipinti-Strano) dà origine al nome dell’Azienda

    Nel 1980 sono i più giovani produttori di vino d’Italia. Ricevono in affitto da Giuseppe Cilia, padre di Giambattista, la vecchia cantina di famiglia e l’attigua vigna ad alberello di ettari 3.60.40, nella storica località di Bastonaca. Il 5 ottobre vendemmiano la prima annata che produrrà 1.470 bottiglie. La COS inizia così la sua avventura che la porterà a realizzare una radicale ristrutturazione del Cerasuolo di Vittoria. L’azienda segue i principi della viticoltura biodinamica per aiutare la vigna a trovare e mantenere l’equilibrio in sintonia con la natura e per far esprimere al vino la profondità del carattere dei propri suoli. Per la vinificazione, inizia a utilizzare recipienti di terracotta, materiale che non cede alcuna caratteristica aromatica. Nel 2000 nasce così Pithos, un Cerasuolo di Vittoria fermentato ed affinato interamente in anfore. Terminati i lavori di restauro del caseggiato di Fontane, nel 2003 viene trasferita la sede. Il 2005 sarà l’anno della prima vendemmia a Denominazione d’Origine Controllata e Garantita, unica in Sicilia. La vendemmia 2007 nei nuovi locali, inaugura la cantina e segnerà ancora un capitolo nella storia di questa azienda. I piccoli fusti di legno, lasceranno il posto definitivamente alle 150 anfore, una delle più capienti nel suo genere. Oggi Cos è sinonimo di Cerasuolo di Vittoria ma anche di rigore e qualità. A questa azienda, all’intuizione di questi tre amici, si deve la rinascita del comprensorio di Vittoria e dei sui straordinari vini.

  • Criante

    L'azienda nasce ben 3 generazioni fa e già dagli anni 90, grazie alla famiglia Adragna, ottiene la certificazione biologica su tuti i terreni che si estendono fra le campagne di Alcamo e Calatafimi Segesta, circa 25 ettari fra vigneti, uliveti e orti e vari seminativi di grani antichi siciliani.

    La limitazione di ogni tipo di intervento in vigna, la convinzione di non utilizzare alcun lievito selezionato e nessun prodotto chimico, ma solo prodotti naturali, hanno chiaramente portato le nuove generazioni alla creazione di un nuovo progetto, il progetto Criante, che diventa anche il nuovo nome dell'azienda.

    Criante, da Criarì, significa creare, fondare, concretizzare, realizzare e conseguire un fini predisposto.

    Ed il nostro fine è appunto questo: valorizzare il territorio, caratterizzare i vini e raccontare di un annata.            La prima vendemmia ha dato vita a due espressioni della nostra terra su cui la nostra famiglia ha deciso di puntare, il catarratto e il perricone, a cui si aggiungeranno un grillo e un nero d'avola. Tutti vini diversi perché manifestazione delle rispettive contrade di provenienza.

  • Cuaba

    Tutti gli Habanos della marca Cuaba si distinguono per il particolare formato double figurado. Questa marca ricrea lo stile degli Habanos che esistevano nel XIX secolo, quando i double figurados erano molto in voga. Un secolo dopo, nel 1996, questo tradizionale formato venne ripreso dal marchio Cuaba, prodotto nella fabbri- ca di Romeo y Julieta. I double figurados, per la loro complessità di lavorazione, si collocano al vertice dell'arte del Torcedor. Solo per questo motivo, meritano un posto negli humidor di ogni appassionato che si rispetti. Inizialmente il vitolario di Cuaba offriva solo Habanos di piccole dimensioni.

  • Depaz

    Situata ai piedi della Montagne Pelée e vicino alla baia di Saint Pierre (a nord/ovest dell’isola) si trova la distilleria Depaz, fondata dal primo governatore della Martinica nel XVII secolo (1638).
    La distilleria Depaz produce Rhum Agricole dal 1651: rhum bianco, ambrè e vieux.

    Completamente distrutta dall'eruzione vulcanica del 1902, la piantagione venne ripiantata 7 anni dopo, ricostruita e rianimata da Victor DEPAZ, unico superstite della catastrofe.

    Victor ricostruì anche il castello situato ai piedi della piantagione, un edificio che fu completato nel 1917. Sono queste ceneri vulcaniche che ancora oggi contribuiscono ad offrire ai rhum Depaz una canna da zucchero estremamente ricca, offrendo loro un gusto unico ed un carattere esplosivo.

    Qui si trovano tutti gli ingredienti favorevoli al loro sviluppo: la combinazione di sole eccezionale ed abbondanti piogge legate all'alchimia metereologica del vulcano che si erge a 1395 metri sul livello del mare; un terreno giovane, leggero e drenante, che dona arricchimento alla canna da zucchero ed un metabolismo favorevole all'accumulo di zuccheri.
    In termini di energia, la distilleria Depaz adotta un approccio sostenibile. Per più di 15 anni è stato utilizzato un metanizzatore per il trattamento delle acque reflue ed ha anche un sofisticato sistema per il trattamento dei suoi fumi.
    Parte della bagasse (fibra della canna dopo la spremitura) che produce, viene utilizzata come combustibile nel forno della sua macchina a vapore e un’altra parte è compostata per essere sparsa sui campi di canna da zucchero come fertilizzante.

    Nella distilleria viene solamente utilizzata l’acqua pura proveniente dalla montagna Pelée, sia per la produzione che per esigenze operative. Per quanto riguarda i residui della distillazione, questi ultimi sono oggetto di un trattamento specifico in vista della loro diffusione come fonte di fertilizzanti minerali sui campi di canna da zucchero.

    Infine, un'attenzione particolare è rivolta al riciclaggio, all'uso delle risorse naturali dalle colture di canna da zucchero ed alla progettazione di imballaggi dei rhum.

    Tutte queste azioni consentono ai rhum DEPAZ di mostrare un bilancio energetico positivo che dimostra un'attività sana e sostenibile a lungo termine.

  • Diplomatico

    L'identità di Diplomático si fonda su un continuo impegno verso la qualità e nel mettere passione e cuore nella creazione del rum. Marchio indipendente, a conduzione familiare, controlla l'intera filiera produttiva dal campo alla bottiglia, per creare rum di qualità superba. La distilleria Diplomático si trova ai piedi delle Ande in Venezuela, dove scorrono le acque più pure. Questa collocazione è stata accuratamente selezionata anche per la vicinanza ai principali impianti di lavorazione della canna da zucchero. Fondata nel 1959, Licorerías Unidas S.A (LUSA) possedeva la distilleria attraverso il suo principale azionista, Seagram's International, una delle più grandi aziende di vini e liquori al mondo. Nel 2002, LUSA è stata venduta a un gruppo di imprenditori venezuelani ed è diventata una società privata venezuelana al 100% che prende il nome attuale: Destilerías Unidas S. A. (DUSA). La distilleria è unica in quanto ospita tre diversi processi di distillazione che, combinati alla maestria nell’arte del blending, producono rum iconici come Diplomático Reserva Exclusiva, acclamato in tutto il mondo. Diplomático dà grande valore a qualità e autenticità nel processo produttivo, al sostegno dei collaboratori e della comunità locale e nel proteggere l'ambiente attraverso la piattaforma "Distilled Consciously" con pratiche di produzione sostenibile. Infatti, come parte della filosofia di Diplomático, il rispetto e la protezione dell'ambiente sono sempre stati uno degli obiettivi principali. Sin dall'inizio, DUSA ha istituito un sistema per gestire i sottoprodotti, riciclare i rifiuti e ottimizzare le risorse. Grazie alla qualità dei suoi prodotti e all’impegno sociale e ambientale, tra gli altri riconoscimenti, nel 2018 l’importante rivista Wine Enthusiast ha premiato Diplomático come “Spirit Brand of the Year”. Assegnato per la prima volta un’azienda di Rum, questo premio riconosce le aziende e gli individui la cui visione ha avuto un effetto sull’industria degli spirits.

  • Distilleria Gualco

    La storia della Distilleria Gualco ha inizio nel remoto 1870, allorché Paolo Gualco, in precedenza bottaio, fonda la Distilleria Gualco Paolo.
    Suo figlio Paolo II, ex garibaldino ed a lungo sindaco del paese, prosegue l'attività del padre, mentre l'altro figlio Matteo I, dopo aver bene avviato un allevamento di bachi da seta, fonda per proprio conto la Distilleria Gualco Matteo.
    Duilio, figlio di Gualco Paolo II, tornato dall'Argentina in patria nel 1932, prosegue l'attività del padre e del nonno.            
    Bartolomeo, figlio di Matteo I, tornato anch'egli dall'Argentina, dopo aver collaborato con lo zio Paolo, nel 1934 fonda la Distilleria Gualco Bartolomeo, che, pur essendo la più piccola, sia per la qualità della grappa che per il carisma del distillatore (detto non a caso il mago della grappa), diventa ben presto la più famosa.
    Bartolomeo, che non ha figli, tra i nipoti sceglie Susanna, figlia di Duilio, come la più adatta a continuarne la tradizione.
    Susanna si trova così a riunificare in sè l'esperienza e le aziende del padre e dello zio e ne porta avanti le antiche e gloriose tradizioni.
    Più avanti anche il cugino Benito Gualco, figlio di Matteo II, smette di distillare e passa la clientela a Susanna, che diventa così l'unica continuatrice di tutte le tre distillerie Gualco.
    A sua volta, Susanna ha tramandato la sua grande esperienza al figlio Alessandro Soldatini ed ai nipoti Giorgio e Marcella, attuali titolari della distilleria Gualco: la tradizione della distilleria Gualco sta continuando anche con le nuove generazioni. 

  • Dom Perignon

    Dom Pérignon ha un’ambizione creativa: la ricerca incessante di un’armonia che sia fonte di emozione.

    Ogni processo creativo ha i suoi vincoli e per Dom Pérignon si tratta dell’annata: un impegno assoluto a essere testimone della vendemmia di un solo e unico anno, qualunque sia la sfida, arrivando se necessario a non dichiarare il Millesimo.

    L’elaborazione di Dom Pérignon è un dialogo armonioso tra il carattere singolare dell’annata e lo stile della Maison, costantemente rinnovato dallo Chef de Cave Vincent Chaperon.

  • Domaine Augustin

    Il Domine Augustin è un’azienda famigliare, condotta da Marc e Emmanuelle Augustin, che conta 9 ettari di vigneto in Premier Cru sui comuni di Avenay Val D’Or sulla Montagne de Reims, patria del pinot nero, e Vertus nella celebre Cote des Blancs, famosa per i suoi chardonnay. L’azienda da sempre biologica per volontà del padre di Marc, Jean Augustin, che rifiutò sin dall’inizio la chimica così come la pratica dell’utilizzo dei rifiuti solidi urbani come fertilizzanti (tristemente e diffusamente adottata in Champagne a fine anni ’70), si converte alla biodinamica nel 2011. L’adesione è completa e la biodinamica in azienda non è solo un metodo colturale di rispetto del vivente, ma diventa la filosofia di vita famigliare alla ricerca della massima armonia con la natura. Marc e Emmanuelle apportano nuove pratiche in vigna, come i concetti della Cosmocultura e coniano il termine di coeurviculture ossia coltivare le viti col proprio cuore.

    In cantina non si usa acciaio e c’è spazio solo per legno, cemento e anfore di diverse origini e forme. Gli interventi sono limitati all’indispensabile e in stretto accordo col calendario lunare, ogni additivo enologico è escluso e l’utilizzo della solforosa è minimo e assente su alcune cuvée. Tutte le fermentazioni sono spontanee e per la rifermentazione in bottiglia si impiegano le fecce fini conservate in damigiana opportunamente dinamizzate unitamente a zucchero grezzo da agricoltura biodinamica (certificato Demeter). I vini di base affinano per lungo tempo (sempre almeno sino al solstizio d’estate) prima dell’imbottigliamento per la presa di spuma e gli Champagne riposano almeno 3 anni sui lieviti prima della sboccatura: sono tutti millesimati e Brut Nature, quindi non dosati e con zuccheri residui inferiori a 3 g/lt.

    Certificati Demeter dal 2012 le 4 cuvée principali portano i nomi degli elementi costitutivi del cosmo: Terra (Blanc de Noirs giovani vigne), Fuoco (Blanc de Noirs vecchie vigne), Aria (Pinot Noir-Chardonnay) e Acqua (O2 Rosée, Rosé de saignée da singola vigna) ed esprimono la purezza e la leggerezza unite alla complessità della beva e alla struttura del vino. A queste si uniscono i due ottenuti senza solforosa (Cuvée 116 Blanc de Noirs e Cuvée 116 Chardonnay) e la Cuvée Coeur Saphyr da una piccolissima parcella 100% pinot meunier.

  • Donnafugata

    "Vogliamo rappresentare nel mondo l’eccellenza artigianalecreativa del Made in Italy.

    Vogliamo essere un’azienda familiare in moto perpetuo, esempio di una Sicilia del vino autentica e sostenibile."

  • El Rey del Mundo

    Nel 1882 la fabbrica di Antonio Allones, che produceva Habanos da oltre 30 anni, decise di lanciare una nuova marca di qualità e prezzo elevati. Con grande fiducia ma ben poca modestia, è stato denominato "El Rey del Mundo" - il Re del mondo. Si è dimostrato vincente. Questo successo continua tutt'ora in un assortimento selezionato di Habanos rinomato per il gusto da leggero a medio e per la sua persistenza.

  • Fiore Azienda Agricola

    "I nostri vini hanno la forza e il carattere di chi lavora la vigna, il sapore della terra d’origine: la Sicilia calda, generosa e contraddittoria. Dagli uomini e dai colori e profumi di questa terra nascono vini dalla grande personalità."

  • Fleury

    La storia della famiglia Fleury inizia nel 1895, quando il fondatore, Emile, piantò dei ceppi di pinot innestati su piede americano, dopo la devastazione della fillossera. Dal 1929, il figlio Robert vinifica i propri Champagne, con l’obiettivo di produrre uno Champagne di vigneron di qualità. Nel 1962, Jean-Pierre arriva alla guida dell’azienda, e dopo poco, inizia a gestire i vigneti con criteri biologici, abbandonando l’uso di diserbanti e trattamenti chimici. Nel 1989, primo assoluto tra i viticoltori della Champagne, converte l’azienda alla biodinamica. I figli Jean-Sebastien e Morgane assicurano oggi la continuazione dell’azienda, senza smettere di apportare novità in vinificazione (recente l’adozione di botti diquercia da 60hl, per i vini di annata e di riserva), e di proseguire la grande tradizione di apertura e sostegno verso i piccoli vigneron locali, di cui acquistano le uve ed ai quali mettono a disposizione le strutture di lavoro.

    “Una gamma fondata sulla pienezza del gustoe su una gestione più che oculata della liqueur: le delusioni sono cosa rara. Chapeau!” – Samuel Cogliati, Champagne, Vignaioli e Vini

    “La maison Fleury può vantare il primato in molte cose. Sono stati i primi ad adottare il piede franco nell’Aube dopo la devastazione della fillossera. I primi a fare un passo indietro, negli anni Ottanta, sulla via della chimica per percorrere una strada diversa per ricercare la qualità, la biodinamica. In cantina, le fermentazioni sono innescate con lieviti selezionati, ma con i loro lieviti di vigna allevati e selezionati da loro, quindi “lieviti selezionati autoctoni” – Le migliori 99 maison di Champagne 2014-2015

    “Grande difensore della viticoltura biodinamica in Champagne, la famiglia Fleury elabora dei vini saporiti a dominante Pinot nero. Atipica nell’universo champenois, questa azienda visionaria esprime oggi in una gamma saporita la rotondità e la maturità dei pinot nero dell’Aube.” – Le guide des meilleurs vins de France 2017

    “Nella Côte de Bar, questa azienda esemplare è un pioniere dell’agricoltura biodinamica. I vini raccolgono oggi il frutto di un lavoro esemplare dei suoli. Qui i vini sono di una precisione, una droiture, e una digeribilità stupefacenti, rappresentando così perfettamente il territorio che li origina.” – Bettane & Dessauve 2016

  • Flor de Rafael Gonzalez

    L'origine di questa marca risale agli anni 30 del XX secolo. A questa marca è attribuito il merito di aver battezzato vitola de galera Cervantes con il nome Lonsdale, in onore di Lord Lonsdale. Successivamente molte altre marche usarono questo nome. L'etichetta posta sul coperchio di ogni scatola riporta una curiosa dicitura scritta in inglese che recita che questi Habanos dovrebbero essere fumati entro un mese dalla data di spedizione da La Habana o, in caso contrario, devono essere accuratamente stagionati per circa un anno. Le vitolas di Rafael Gonzalez vengono prodotte con tabacchi provenienti da Vuelta Abajo e si distinguono per un gusto leggero. Rafel Gonzalez produce vitolas elaborate "Totalmente a Mano, Tripa Larga" e una vitola "Totalmente a Mano, Tripa Corta" con una ligada che contiene anche tabacchi provenienti da Semi Vuelta.

  • Glenfiddich

    Qualsiasi data importante si possa identificare nel progresso dell’umanità negli ultimi 125 anni, Glenfiddich era presente: non a caso, il tempo è da sempre uno dei valori fondamentali messi in campo dalle prassi produttive della distilleria – di proprietà familiare dalla fondazione a oggi – con il suo motto ‘every year counts’. Con la prima goccia di distillato prodotta in occasione del Natale 1887 nella Glen of Fiddich (la Valle del Cervo in Gaelico) con l’ambizione di produrre ‘the best dram in the valley’, l’iconica distilleria di Dufftown con 24 washbacks, 28 pot stills e uno stock di oltre 800.000 barili ha fatto del suo spirito pionieristico un assoluto cavallo di battaglia. Rimasta alla fine degli anni ’20 e al termine del Proibizionismo negli USA una delle sei distillerie attive in Scozia, Glenfiddich abbracciò un nuovo periodo di crescita della domanda per la categoria assumendo per la prima volta dei mastri ramai che si occupassero a tempo pieno della manutenzione degli alambicchi di famiglia; fu Glenfiddich il primo whisky ad adottare la distintiva bottiglia triangolare nel 1961 con un design di Hand Schleger e fu sempre Glenfiddich il primo Scotch Whisky a fregiarsi dell’appellativo Single Malt, nell’esportazione al di fuori del Regno Unito, fondando di fatto la categoria all’alba del 1963. Con l’imbottigliamento nel 1991 e nel 2009 di 50 bottiglie di un single malt invecchiato 50 anni e con la release nel 2001 di 61 bottiglie provenienti da un cask del 1937 in onore dell’ultima di dieci generazioni di ‘Warehousemen’ avvicendatesi nel tempo, Glenfiddich ha dimostrato attenzione nel celebrare gli anni di invecchiamento del proprio whisky e la profondità del proprio stock di barili. Gli anni di esperienza in qualità di produttori indipendenti fanno di Glenfiddich un punto di riferimento dal punto di vista della gamma, associando maturazioni tradizionali a finish innovativi. Anche per questo, oggi Glenfiddich è il single malt più venduto nel mondo (1.000.000 di casse nel 2008

  • Grappa Barile

    Il marchio Grappa Barile nasce concretamente nel 1976 dall’idea e dal sogno accarezzato sin dal 1958 nei cantieri navali di Sestri Ponente (durante la costruzione del transatlantico “Leonardo Da Vinci”) dei due soci fondatori – Gino Barile e dell’amico d’infanzia Antonio Bormida – di fare la grappa più buona esistente.

    Sogno inseguito a lungo fino a quando un giorno si presenta l’occasione di acquistare un’antica distilleria nella zona di Silvano d’Orba (AL), un piccolo comune che un tempo ospitava ben 5 distillerie artigianali.

    Gino, nonostante i suoi impegni lavorativi, decide dapprima di assecondare il sogno che sembra essere all’inizio più di Antonio, per poi, con il passare del tempo , convincersi sempre più della bontà dell’idea, che lo trasformerà in un distillatore doc e infine nel “sacerdote della serpentina”, come qualcuno lo definì.

    BOR.BAR è l’acronimo che identifica i due soci originari (Bormida e Barile). Dopo la prematura scomparsa di Bormida, oggi accanto a Luigi c’è la moglie “Nuccia”, che lo supporta nelle scelte quotidiane con entusiasmo e passione. Impresa a conduzione familiare, Grappa Barile è conosciuta e apprezzata in Italia, ma anche all’estero, visti i diversi riconoscimenti ricevuti nel corso degli ultimi anni.

    Nella distilleria i procedimenti utilizzati sono quelli tradizionali e naturali, tramandati nel tempo e in parte innovati, in cui la lentezza della distillazione è sinonimo di qualità.

    La scelta di un prodotto di qualità, l’uso della vinaccia fresca, la distillazione a bagnomaria e a bassa gradazione per non bruciare completamente gli oli essenziali: ecco alcuni segreti di un successo lento e costante. A questi si unisce la scelta di maturazione della grappa, che non viene venduta subito (nonostante la grappa sia l’unico distillato da potersi bere appena ottenuto), ma lasciata a riposare per quattro anni in serbatoi di acciaio inox da 2250 litri.

    Questo affinamento naturale conferisce morbidezza, persistenza e digeribilità.La lavorazione naturale e delicate consente il rispetto della materia prima, per estrarne quelle sfumature che rendono unico il prodotto finale.

    Accanto a queste, esistono le grappe che vengono fatte invecchiare nelle botti di legno per un periodo che va dai 10 fino ai 37 anni, le più pregiate.

    È quanto la nostra azienda fornisce fin dal 1976, anno di svolta dell’antica Distilleria sulla base dei seguenti punti di forza:

    • Vinacce fresche selezionate di monovitigno dolcetto delle valli ovadesi conferite da viticoltori conosciuti e qualificati
    • Quantità limitata, per il fatto che la distillazione di vinaccia fresca deve esaurirsi in 40 giorni. Altrimenti si perdono nel prodotto finale profumi e fragranze.
    • Distillazione a bagnomaria e a bassa gradazione di modo che gli oli essenziali, che danno profumi e gusti, rimangano incorporati nel prodotto e la loro diluizione sia minore.
    • Forno a legna: l’alternanza della potenza calorica del legno offre l’opportunità di ottenere un’iniziale scomposizione del vapore alcolico tra le varie sostanze già all’interno dell’alambicco favorendo la qualità finale del prodotto.
    • Affinamento o maturazione: la grappa prodotta nell’anno non viene venduta subito ma lasciata a maturare in serbatoi di acciaio inox da 2250 litri. Questo affinamento naturale conferisce una maggiore morbidezza e una prolungata sensazione gustativa oltre che una maggiore digeribilità.
    • Invecchiamento: la grappa, come qualsiasi altro distillato, non invecchia in bottiglia ma nelle botti di legno (le nostre sono da 250, 225 e 180 litri); l’ossigeno passa attraverso le doghe e si combina con le sostanze già presenti nella grappa dando origine ad altre fattispecie che arricchiscono il bouquet, mentre la cessione da parte del legno della botte dei tannini nobili aromatizza e colora il prodotto. Il risultato finale è una grappa di eccezionale qualità, che può essere considerata tra le numero uno delle Grappe d’autore.

  • Grappa Levi

    Un ramo dell’antichissima famiglia di origine ebrea dei Levi, operava già dal XVII secolo nel campo, quasi alchemico, della distillazione nelle valli alpine di San Giacomo o Valle Spluga, localmente chiamata “Val di Giüst”, nei comuni di Fraciscio di Campodolcino.

    Per oltre tre secoli, da queste valli i distillatori detti “grapat” emigravano temporaneamente durante la vendemmia e vinificazione, nelle zone vinicole del Piemonte dove con distillatori mobili, procedevano alla distillazione delle vinacce per la produzione della grappa.

    Molti di questi distillatori, con il tempo, si trasferirono definitivamente sui luoghi di lavoro e impiantarono delle vere e stabili distillerie.

    Tra Lombardia, Piemonte, val d’Aosta, Veneto ed Emilia, le distillerie fondate da gente della Val di Giüst arrivarono ad essere una cinquantina.A Fraciscio di Campodolcino, esiste ancora la casa avita dei Levi, detta “casa degli Angeli” poiché tutti i capifamiglia che l’hanno abitata si chiamavano Angelo, come il nonno di Romano e Lidia. Forse non è del tutto casuale che Luigi Veronelli quando scoprì Romano lo definisse il “Grappaiol’angelico”.

    Levi Serafino sposò Balbo Teresina e dal matrimonio nacquero due figli Lidia e Romano. Nel 1925 scelse di installarsi a Neive, terra di grandi vini e dove erano disponibili delle vinacce di altissima qualità, qui fondò la sua distilleria a fuoco diretto.

    Serafino morì giovane, nel 1933 lasciando i due figli piccoli e la moglie, che continuò a mandare avanti la distilleria. Ma anch’ella fu segnata da un tragico destino, la morte sotto un bombardamento nel 1945. Romano Levi aveva allora 17 anni ed era studente ad Alba. Decise di smettere gli studi e, con l’aiuto della sorella Lidia, continuò la distillazione.La distilleria fu costruita da Serafino Levi ed era equipaggiata, allora come oggi, con un alambicco a fuoco diretto, come apprendiamo da una delle rare interviste rilasciate dal figlio Romano nel 1991:

    “… allora ce n’erano tanti… di solito le distillerie funzionavano a fuoco diretto. Un apparecchio Malba, perché io sentivo sempre dire Malba, poi ho visto da Bocchino che ha la sala con alambicchi in vista, c’era Malba Giovanni Ricostruzioni Meccaniche Asti o Malba Fratelli, qualcosa del genere, e il nostro dovrebbe essere un apparecchio Malba… per me, che ora credo di poter dire di conoscerlo abbastanza bene se non benissimo, perché sono 46 anni che distillo, è un apparecchio che va molto bene, è un gioiellino, un giocattolo, che se uno gli dà ciò che vuole, ciò che è necessario, se non lo spinge, se si adatta a lui, lui fa miracoli…… io penso che anche questo Malba Giovanni fosse un distillatore perché l’hanno fatto molto bene questo apparecchio; oltre che idearlo, se l’hanno ideato loro, l’hanno fatto molto bene”.

    La casa-distilleria dei Levi, è oggi un Museo vivo e produttivo della Grappa, una vera e propria isola del tempo, in cui il Genius Loci di Romano Levi, aleggia ovunque nell’arte, nei modi e nei tempi di lavoro, negli oggetti semplici ed essenziali, nei profumi e nella serenità. La distilleria è sempre aperta a tutti, un po’ più difficile è trovare qualche bottiglia pronta per la vendita, poiché la ridottissima capacità produttiva non è in grado di soddisfare la domanda che arriva da ogni parte del mondo, ma i conoscitori lo sanno, si godono la serenità del luogo, non si arrabbiano aspettano o riprovano con pazienza.Spesso si sbaglia, quando si parla di grappe, pensare solo a Romano. Si dovrebbero definirle GRAPPE DI LIDIA E ROMANO LEVI, sia perché la distilleria era eredità indivisa dei fratelli, sia perché Lidia, al primo piano della casa in cui si era isolata conducendo una vita quasi monacale, selezionava e realizzava le rarissime bottiglie di grappa alle erbe. Lidia era la sorella maggiore, una donna eccezionale, protettiva, severa e guardinga; di lei così parla Romano in una intervista:

    “… per me ha giovato molto (la sua presenza) perché certamente non sarei qui a questo punto… sì è severa anche con me e quindi mi è stata molto utile nel mio lavoro. Lavora anche lei per fare le erbe che sono opere d’arte nelle bottiglie. Per me è stata molto utile”.Ma è a Romano che si deve la grande fama conquistata dalle sue bottiglie di grappa per le etichette scritte a mano e poi arricchite con frasi poetiche o disegni ingenui, quei piccoli capolavori che oggi definiamo come “ARTE SELVATICA”.

    “… Le prime etichette a mano sono nate nel 1962/63 quando il nostro amico Giorgio Adriano di Neive, che aveva una casa del vino a Sanremo e comperava la grappa da noi, ha detto: “per me le etichette le strappate dalla carta, poi ci scrivete a mano così e così… . … non scritte da me ma da una persona anziana, la signora Sabina ed era dedicata ad una botte che abbiamo chiamata “Grappa nera dimenticata”, era scura, scura, tanti anni era rimasta nella botte. Poi questa signora, le prime 50-100 etichette le ha fatte, poi si è stancata ed allora ho dovuto scrivere io”.

  • H.Upmann

    Herman Upmann era un banchiere tedesco che amava così tanto gli Habanos che si trasferì a la Habana nel 1840, dove fondò una banca e una fabbrica di Habanos nel 1844.
    La banca chiuse, ma la marca è sopravvissuta fino ai giorni nostri ed è considerata un esempio per gli Habanos più raffinati e con un gusto da leggero a medio.

    Tutte le ligadas di questa marca sono elaborate con foglie provenienti da Vuelta Abajo. Le medaglie d'oro che ornano le scatole di questa marca, furono ottenute durante undici fiere internazionali tenutesi nel XIX secolo, e costituiscono un elemento distintivo di questa marca. Con un vitolario che si caratterizza per un gusto da leggero a medio, gli Ha- banos più conosciuti sono quelli della Línea Magnum, come il famoso Magnum 46 al quale si è aggiunto, nel 2008, il Magnum 50. Altre vitola importanti sono il famoso Sir Winston, Connossieur No.1 e altre vitolas più piccole come il Corona Junior e l'Half Corona, lanciato nel 2011.

  • Hampden

    Hampden Estate, probabilmente la migliore distilleria al mondo, dopo 265 anni commercializza per la prima volta i suoi rum invecchiati e per farlo ha siglato un accordo di distribuzione a livello mondiale con La Maison&Velier. 

    Ecco le due referenze che saranno disponibili in Italia : HAMPDEN ESTATE 46% ABV (perfetto on the rocks e in mixology) e HAMPDEN ESTATE Overproof 60% ABV, un rum da degustazione.

    La regione di Trelawny, in cui sorge la distilleria Hampden, rappresenta storicamente il gran cru del rum jamaicano ed è caratterizzata da un’incredibile biodiversità. 
    La distilleria è a pochi chilometri dalla Cockpit Country, una zona incontaminata dove si trovano ben 26 specie autoctone di uccelli e gli ultimi coccodrilli della Jamaica. 
    Fondata nel 1753, Hampden è oggi probabilmente la migliore distilleria al mondo e basiamo questa affermazione su 5 considerazioni oggettive e fondamentali:

    1. Utilizzo della propria acqua sorgiva nelle diverse fasi di produzione.
    2. Fermentazione prolungata e con l’utilizzo di lieviti selvaggi. La produzione segue tecniche in uso fin dal XVII secolo che determinano un alto valore di esteri e che donano al prodotto un profilo aromatico unico nel suo genere
    3. Distillazione esclusivamente in pot still.
    4. Invecchiamento tropicale; entrambe le referenze distribuite da Velier sono invecchiate più di 7 anni in Jamaica, il che equivale ad un invecchiamento di circa 25 anni in Europa.
    5. Colore naturale e nessuna addizione di zuccheri nel rum.

  • Henri Giraud

    La Maison di Champagne Henri Giraud ha origini antiche. Fondata nel 1625 dalla famiglia Hémart ad Aÿ, l‘azienda si sviluppò nel 1900 con l‘unione fra Madeleine Hémart e Léon Giraud. Léon riconobbe l‘eccellenza dei terreni e ripiantò la vigna distrutta dalla fillossera.

    Oggi Champagne Henri Giraud è guidata dalla dodicesima generazione di Hèmart-Giraud con Claude Giraud, enologo con studi in Borgogna, che ha reso Champagne Henri Giraud una delle migliori Maison di Champagne al mondo. L‘azienda oggi produce circa 260mila bottiglie l‘anno, per il 50% della cuvée Esprit Nature.

    LA RIVOLUZIONE FUT DE CHENE

    Con l‘eccezionale vendemmia 1990 Claude Giraud crea la cuvée Fût de Chêne, fermentata in piccole botti di rovere della foresta di Argonne. Il vino si è da subito affermato a livello internazionale entrando di diritto fra i grandi Champagne. Dal 1990 l‘utilizzo di barriques prodotte con legni della foresta di Argonne, situata a 60Km ad est di Reims, è entrata a far parte di tutte le Cuvée prodotte da Henri Giraud; perchè per Claude Giraud „anche le foreste hanno un terroir come le vigne“ e „non esistono grandi vini senza gradi legni“.

    LO STILE HENRI GIRAUD

    „Piacevolezza, maturità, territorio“ questo è il motto aziendale. Riuscire ad essere complessi senza sacrificare la bevibilità. Gli Champagne Henri Giraud, che predilige l‘utilizzo di Pinot Noir, sono vini corposi e strutturati. La vinificazione in legno aggiunge complessità e note ossidative ma senza mai dominare sul frutto. Se vuoi uno Champagne leggero e fruttato, uno champagne „da aperitivo“, allora Henri Giraud non fa per te. Se invece quello che cerchi in uno Champagne è un vino che possa accompagnarti a tutto pasto, che sia intenso e saporito, Champagne Henri Giraud saprà stupirti.

    RÉVOLUTION NATURE

    Nel 2016 Claude Giraud ha stupito tutti annunciando la Révolution Nature. Dalla vendemmia 2016 Champagne Henri Giraud ha abbandonato la vinificazione in acciaio. Tutte le loro cuvée saranno vinificate o in legno della foresta di Argonne oppure in anfore. Questa svolta rappresenta un ritorno alle vere origini del vino e sta già portando risultati eccezionali. Inoltre nessuna delle vigne da cui provengono le uve di Champagne Henri Giraud viene trattata con pesticidi.

    La Ghilardi Selezioni è da sempre attenta a fornire a tutti i suoi clienti, appassionati e ristoratori, il meglio del mondo dei vini e dei distillati. Per questo motivo da anni rappresentiamo e importiamo i migliori champagne di Champagne Henri Giraud in Italia. Scopri il fascino di questa grande Maison di Ay e assapora il mondo nel tuo bicchiere.

  • Henson Shaving

    Il nostro omonimo, William Samuel Henson, era un ingegnere aeronautico e inventore pre-Wright Brothers. Henson inventò la forma moderna del rasoio, il rasoio di sicurezza a forma di "T", e lo brevettò nel 1847. Nonostante un importante miglioramento rispetto alla forma precedente del rasoio di sicurezza, era necessario un ulteriore miglioramento per rendere i rasoi di sicurezza comuni e utilizzabili da tutti. Nel 1901, Gillette ha combinato il rasoio di sicurezza a forma di T di Henson con lame usa e getta e ha prodotto il rasoio moderno. Dall'inizio del 1900, il rasoio di sicurezza è rimasto relativamente invariato e il mercato è stato più recentemente invaso da produttori che desiderano saltare sull'eco-tendenza, con quasi tutti che inviano la loro produzione all'estero.

  • Highland Park

    La distilleria di Highland Park, la più settentrionale della Scozia e tra le più remote al mondo, sorge su una collina non molto lontana da Kirkwall, capoluogo delle isole Orcadi. Il sito sul quale si trova è probabilmente lo stesso in cui Magnus Eunson, un cappellano che contrabbandava whisky nascondendolo nella chiesa locale, distillava già negli ultimi decenni del XVIII secolo. Sull’arcipelago, a causa dell’esposizione a forti raffiche di vento e all’interazione con il sale marino, la presenza di alberi è pressochè nulla. 

    Vegetano orzo ed erica selvatica: due elementi essenziali per la produzione di questo single malt. Le isole erano sommerse dai mari nelle precedenti ere geologiche, ne consegue che la torba, nei suoi strati più antichi, presenti note salmastre e sviluppi aromi diversi dalle torbe delle altre regioni scozzesi. 

    Il processo di maltazione viene operato tradizionalmente su pavimenti di pietra e per l’essiccazione si utilizza la torba locale, dalla vicina Hobbister Moore, mista all’erica selvatica. La distillazione si esegue per mezzo di due pot still in rame. Per tutta la durata dell’invecchiamento, da 12 a 40 anni, il distillato riposa in botti di rovere spagnolo ex-sherry oloroso. La temperatura sull’arcipelago, per quanto esposto agli agenti atmosferici, è piuttosto costante e con piccole escursioni termiche tra estate ed inverno. Questo fattore permette al Single Malt di invecchiare lentamente. 

  • Hoyo de Monterrey

    L'origine del marchio Hoyo de Monterrey nasce dalla omonima piantagione sita a San Juan y Martínez, nel cuore di Vuelta Abajo. Ed è proprio in questa cittadina che la piantagione Hoyo de Monterrey, una delle più famose Vegas de primera, sfoggia la sua famosa scritta sul cancello di entrata: "Hoyo de Monterrey. José Gener. 1960". La piantagione di Hoyo de Monterrey è situata in una delle fertili terre sulle rive del fiume che attraversa San Juan y Martínez. José Gener, lo spagnolo proveniente da Terregona utilizzo per la prima volta il nome di questa Vega de Primera per il no- me della marca nel 1865. Il sapore soave delle ligadas ha reso gli Habanos di questa marca un punto di riferimento per gli appassionati che preferiscono un Habano di minor forza ma estremamente delicato e aromatico, di grande eleganza e complessità. In questa marca si distinguono vitolas come il Double Corona e la prestigiosa Serie Epicure, con le sue vitolas No. 1 e No. 2, arricchita poi, nel 2008, con l'Epicure Especial. Famosa è anche la Serie Le Hoyo, che si distingue per Habanos di calibro fine e medio. Nel 2005 Hoyo de Monterrey fu la prima marca di Habanos a proporre la nuova vitola Petit Robustos, con un cepo 50 e una lunghezza inferiore alla vitola standard robusto. Fin da subito questo Habanos è diventato uno dei preferiti per gli amanti dei grandi cepo, ma che dispongono di poco tem- po per degustarli.

  • Il Marchese

    Il Marchese è la perfetta unione di tradizione e innovazione, una giusta combinazione di fattori per soddisfare le esigenze dell’uomo contemporaneo.
    Da una passione di famiglia, nasce IL MARCHESE. Eleganza e Attenzione all'immagine e alla cura dell' uomo moderno. Passione, ricerca e qualità dei materiali sono gli elementi chiave nella creazione di prodotti e accessori unici. L'amore per la propria terra e l' essenza dell' artigianalità italiana sono la nostra filosofia di vita con il giusto equilibrio fra tradizione e innovazione.

  • J.Bally

    La storia della distilleria affonda le radici nel 1670, anno di nascita dell’Habitation Lajous, denominata così dal barone Jean-Baptiste de Lajous, un grande diplomatico francese del XIX secolo. La tenuta viene venduta nel 1917 a Jacques Bally, un giovane ingeniere che, dopo averla ristrutturata, costruisce la distilleria sui resti della piccola sucrerie, installando una macchina a vapore ed una colonna créole progettata da lui stesso.

    Dal 1924 Jacques Bally mette una parte della sua produzione in invecchiamento. Nel 1930 disegna e realizza la bottiglia ‘pyramide’ e la bottiglia ‘carré’, entrambe rimaste invariate fino ai giorni nostri. 

    Nel 1987, dopo l’acquisto della marca da parte di Yves Hayot, la colonna viene spostata a Le Simon. 

    In seguito Bally rientra in possesso della Saint James nel 1997, ma la colonna ormai esausta non viene trasferita. 

    La distilleria di Saint James, situata a Saint-Marie, continua a produrre Bally con un processo distinto, sia in termini di distillazione che di invecchiamento.

    Bally è un prodotto che conta più di novant’anni di storia radicato in una zona d’elezione per la coltivazione della canna da zucchero. È un rhum agricolo ottenuto dalla prima "macinatura" della canna e di forte personalità, secco e con un tenore alcolico notevole, come quasi tutti i distillati facenti parte di questa categoria. Pregno di note profumate ed imponente persistenza retro-olfattiva, viene invecchiato in antiche botti di legno di quercia bianca che donano un gradevole colore ambrato e delicate fragranze che solo il tempo può garantire. 

  • Juan Lopez

    L'imprenditore spagnolo Juan López Diaz fondò la sua marca attorno al 1870. Anche se attual- mente poco noto in tutto il mondo, il marchio Juan López ha sempre attirato gli appassionati de- gli Habanos con la vitola Selección No. 1 e specialmente con la Selección No. 2.

  • Krug

    La storia di Krug testimonia l’incredibile avventura di un visionario. Joseph Krug, il suo fondatore, seppe comprendere l’essenza stessa dello Champagne: il puro piacere.

    Trascendendo le aspettative della sua epoca, aspirò a offrire ai suoi clienti la massima espressione dello Champagne, anno dopo anno, indipendentemente dalle incognite del clima.

    Creando una vasta biblioteca di vini di riserva, Joseph Krug fondò la prima Maison de Champagne, che ricrea ogni anno solo Cuvée de Prestige. Dal 1843, anno della fondazione, sei generazioni della famiglia Krug hanno perpetuato la sua visione e arricchito il suo savoir-faire.

  • La Vela

    La La vela Azienda Agricola nasce dalla voglia, o chiamiamola necessità, di mettermi in gioco dopo parecchi anni di semplice quotidianità’ all’interno di una bellissima azienda che mi ha permesso di crescere e acquisire l’esperienza necessaria a diventare quello che sono oggi. Una crescita che scaturisce dalla possibilità che ho avuto di interfacciarmi con diversi colleghi e operatori di settore da cui ho cercato di attingere per ricavarne il meglio sia da un punto di vista tecnico che umano. Un grande merito va a Carlo Ferrini che mi ha insegnato a leggere il vino in modo diverso, non per quello che è ma per quello che può diventare.
    Da generazioni la mia famiglia vive grazie al vino; mio nonno produceva e commercializzava vino prodotto dalle proprie uve, diventando uno dei mediatori più conosciuti della città di Marsala. Mio padre ha lavorato per tantissimi anni in un’azienda vitivinicola riferimento nel panorama siciliano ed io adesso cerco di continuare con un progetto diverso e ambizioso, che sia totalmente mio. Relativamente alla mia scelta sarò di certo un po’ sopra le righe, ma ho deciso di volermi bene, intraprendendo una nuova avventura che sin dal principio mi ha arricchito e mi arricchisce giorno dopo giorno.

  • Larmandier-Bernier

    I vigneti sono situati nella Côte des Blancs: Vertus (Premier Cru) e Cramant, Chouilly, Oger, Avize tutti Grand Cru. Le vigne, di un’età media di oltre 35 anni, sono coltivate nel rispetto del territorio contrattamenti omeopatici. Il punto di arrivo sono i vini puri e minerali che ne derivano. Pierre non fa degli assemblaggi complessi, fa dei vini di territorio, non fa Chardonnay ma del Vertus o del Cramant. I lieviti utilizzati sono quelli indigeni.

    “Pierre e Sophie Larmandier creano champagnes commoventi già dall’entrata di gamma, tutti marcati da una bella freschezza, da finezza ma anche da sapori intensi. Per farla breve, una delle migliori aziende della Champagne!” – La Revue du vin de France, maggio 2012

    “Lo stile di Larmandier-Bernier è improntato alla purezza, grazie anche a dosaggi bassissimi o nulli, e alla mineralità, a fronte di una marcata territorialità.” – Grandi Champagne 2014-15

    “Le opinioni circa quello che fa grande un produttore differiscono, ma tutti sono concordi nel ritenere gli champagne di Pierre Larmandier particolarmente naturali e puri.” – Michael Edwards, The finest wines of Champagne

    “C’è tutta la forza di una materia prima straordinariamente matura e la purezza di una vinificazione impeccabile dietro i vini di Pierre Larmandier, il miglior vignaiolo di Vertus e uno dei più grandi di tutta la Côte de Blancs – e della denominazione intera.” – Francesco Falcone, sito web Enogea

    “Esaltiamo la franchezza, l’intensità del gusto e la potenza dei sapori, qualità rare in questi champagne ormai pochissimo o per niente dosati.” – Les meilleurs vinsde France 2018

    “Il punto di partenza è la sua terra e il punto di arrivo sono dei vini puri e minerali, nettamente segnati stilisticamente dai diversi territori di origine e dai vitigni. Champagne che si esprimono su note fruttate fresche, con un’acidità minerale, a volte salmastra, molto accattivante. Eleganti ed essenziali, sono vini di grandissima bevibilità e allo stesso tempo appassionatamente intellettuali.” – Le migliori 99 maison di Champagne 2009

    “Il consumatore che saprà attendere sarà premiato con un capolavoro dello Champagne.” – Hugh Johnson e Neil Beckett, 1001 vini da provare nella vita

    “Senza dubbio il viticoltore più in vista del comune di Vertus e quello che esprime tale territorio con più precisione. Tutti gli Champagne qui hanno una naturalezza esemplare e una digeribilità irreprensibile.” – Bettane & Desseauve 2018

  • Longarico

    Tre giovani uomini siciliani che hanno ereditato dalla loro terra e della loro famiglie le tradizioni della propria terra 

    e vogliono riproporle a voi sotto forma di vini che , grazie alla loro lavorazione naturale,

    conservano tutte le caratteristiche forti e decise della terra e delle vigne da cui provengono.

    Vitigni autoctoni, spesso dimenticati, poco conosciuti e non commerciali, tipici però di queste terre.

    Saremo lieti se vorrete percorrere con noi almeno un pezzo di strada, farci compagnia, gustare un calice di vino e lasciarci con una stretta di mano e un bellissimo ricordo, la voglia di mantenere un legame che dalle nostre parti si suggella con una stretta di mano , un abbraccio, buon cibo......e un eccellente calice di vino 

  • Manifatture Sigaro Toscano

    MANIFATTURE SIGARO TOSCANO S.P.A.
    È LA SOCIETÀ CHE PRODUCE
    UNO STORICO PRODOTTO ITALIANO,
    IL SIGARO A MARCHIO TOSCANO
    UN MARCHIO CHE FA STORIA DA SÈ.
    MST è quindi l’erede di duecento anni di eccellenza italiana.
    Una realtà che si rinnova ogni giorno e trova nel passato le basi per proiettarsi nel futuro.

  • Marco De Bartoli

    Brano tratto da: Luigi Veronelli e Nichi Stefi (1986), I vignaioli storici I, Mediolanum Editori Associati, Milano

    Ha l’irruenza solare della sua terra: quando lo incontri vorrebbe raccontarti tutto in pochi minuti, e farti assaggiare tutto, spiegarti la sua gioia e la sua soddisfazione per giudizi positivi al suo vino e insieme vorrebbe esprimerti la sua rabbia per come viene considerato il vino del Sud e si fa meridionalista, e poi, all’improvviso, s’adombra contro gli uomini della sua stessa terra che hanno trasformato il nome marsala, per decenni, in una parola quasi volgare.
    Ha le lacrime agli occhi quando parla del degrado della sua Sicilia, si accende di furore; ma si distende subito, nei suoi mille progetti quando il bicchiere si accosta alle labbra.
    Il “Vecchio Samperi” è un vino che non ha nulla cui poterglisi paragonare. Unico, arrogante, potente, spavaldo, ma senza disarmonia, irripetibile. Ed è questo vino – per fortunissima avventura non si poteva chiamare Marsala perché non è fortificato come il disciplinare del Marsala Vergine prevede – che lo ha portato sulla scena dei grandi ove subito ha avuto il ruolo del protagonista.
    L’azienda è a dodici chilometri da Marsala, in quella terra di Sicilia che è grande in ogni sua manifestazione, nel bene e nel male; terra dura di uomini duri, di famiglie assestate sul territorio. Marco De Bartoli ha i segni guasconi della volontà di vincere su tutti i fronti e ha vinto, con la tenace, caparbia convinzione di essere nel giusto, e per dimostrarlo parla molto come si usa in Sicilia, non per raccontarsi, ma per permettermi di bere: è lì la sua prova più grande.
    Oggi ha famiglia di cui è fiero: Renato e Sebastiano, figli, son quasi grandi e Josephine, l’ultima nata, porta il nome della nonna di origine francese. Anche della sua origine è fiero che anche da parte di padre già si stava nel vino. Ha ristrutturato la cantina non solo con gusto e umiltà, ma con l’orgoglio e la coscienza di esser riuscito a far quello che sperava: i suoi vini si son moltiplicati e – oltre al Vecchio Samperi, che esiste in versione 10 – 20 – 30 e 40 anni (dell’ultima serie soltanto 250 bottiglie, senza prezzo, per i privilegiati di Dio) – produce: il Marsala Superiore di vent’anni; il Josephine Doré (la parte giovane del Vecchio Samperi che è, ovviamente, invecchiato col metodo soleras): l’Inzolia di più facile impegno; il Josephine Rouge, amabile rosso da uve pignatello; e infine il Moscato Passito di Pantelleria, da uve moscato provenienti dal cru Bukkuram, che in arabo sta per “padre della vigna” ad indicare il luogo migliore.
    Quando lo frequenti scopri che Marco De Bartoli, possente e gentile, con i capelli ricci, tagliati cortissimi, sorride e sai che conosce quali siano, nella vita come nell’uva, i valori.

  • Marolo

    Dal 1977, Marolo cattura lo spirito del territorio distillando grappe dai migliori vitigni italiani, valorizzando, in particolar modo, lo straordinario patrimonio varietale di Langhe, Roero e Monferrato, territori oggi riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

    Marolo rappresenta lo spirito del territorio, la fedeltà ai suoi vitigni più nobili, trasformati in grappe che ne esaltano le naturali caratteristiche. La distillazione avviene attraverso alambicchi discontinui a bagnomaria, uno per le vinacce bianche e uno per le rosse: piccole quantità e tempi lunghissimi, che rispettano la materia prima e le conferiscono una nobile personalità

  • Mater Soli

    Maurizio Ferrara, agronomo di Alcamo, gestisce l'azienda vinicola di famiglia con attenzione alla tradizione trasmessagli dal padre insieme a Piero Colomba, enologo di Castellammare del Golfo con esperienza pluridecennale nella produzione di vino. Entrambi affrontano ogni vendemmia con la sfida di ottenere un prodotto in linea con le caratteristiche di tipicità di ogni varietà e di ogni territorio.

    I vigneti da cui le uve vengono selezionate si estendono per 45 ha in diverse tenute della Sicilia occidentale particolarmente vocate alla coltivazione della vite:Alcamo, Castellammare del Golfo, Salemi, Segesta e Trapani. La diversità degli areali dove le nostre viti crescono è il punto di forza che caratterizza la qualità del prodotto coltivato a diverse altitudini che vanno dai 160 a 600 metri s.l.m. concorrendo a creare un vantaggioso e differenziato microclima.

    L'importante obbiettivo che ci prefiggiamo è quello di raggiungere livelli sempre più elevati di sostenibilità ambientale. Essere un'azienda sostenibile oggi significa garantire qualità attraverso l'invasione tecnologica nelle diverse fasi di produzione permettendo al consumatore di vivere un'esperienza sensoriale autentica.

  • Matusalem

    All'inizio del XX secolo, Cuba era molto più di un luogo pieno di glamour, festa e turismo. Santiago de Cuba, ad est, era il posto in America Latina per essere un imprenditore. I visionari ne fecero la loro dimora e fondarono aziende di lunga durata. Santiago de Cuba ha offerto l'ecosistema perfetto del rum per alzare il tiro e diventare lo spirito raffinato che conosciamo oggi.

    Matusalem è nato quasi 150 anni fa. Il rum più ricercato durante l'età d'oro di Cuba, un'icona indelebile di quell'epoca. Crediamo che l'eleganza sia senza tempo, un'eredità che è stata tramandata di generazione in generazione. Il nostro "leitmotiv" è quello di essere pionieri nel piacere di assaggiare, esprimere e condividere il buon gusto naturale.

    Nel 1872, i fondatori di Matusalem crearono un marchio con un unico scopo: trovare un gusto così indimenticabile che potesse scappare dalle tendenze e diventare senza tempo. Motivo per cui Benjamín ed Eduardo Camp, insieme al loro partner, Evaristo Álvarez, hanno dato al rum il nome di Matusalem, seguendo il carattere biblico che visse per 969 anni.

    Subito dopo aver istituito gli impianti di produzione, stormi di rondini sono volati sopra e vi si sono addirittura annidati. I fondatori hanno pensato a questo elegante uccello, considerato uno spirito libero, come il miglior rappresentante per il marchio. Per fornire legittimità al prodotto, hanno ritratto la rondine con un rotolo nel becco che mostra la parola "marchio".

    Il fascino dell'isola, la sua vivace vita notturna e la squisita architettura Art Deco hanno reso Cuba la Parigi delle Americhe. Tra il 1930 e il 1950, il divieto negli Stati Uniti lo rese la destinazione perfetta per gli americani, alcuni come Ernest Hemingway, finirono per vivere sull'isola. Durante l'Età dell'Oro, Matusalem era il rum dorato più popolare e il partner perfetto per godersi lo spirito dell'isola.

    Il sistema Solera è un'antica tecnica utilizzata per produrre grappa spagnola e vini di sherry. Inoltre, il contributo di Matusalem al sistema è stato inestimabile, rendendo il suo sapore ineguagliabile. L'intensità della tostatura delle botti e della miscelazione del rum è tutta controllata dal "Santiago Master Blender", una posizione assegnata a un singolo membro della famiglia attraverso le generazioni dal 1872.

    Le botti sono selezionate dalla famiglia e dal "Santiago Master Blender" e leggermente carbonizzate per ottenere quelle note di degustazione uniche di Matusalem e la sua consistenza gustativa. Il microclima nella Repubblica Dominicana e quello di Santiago di Cuba sono abbastanza simili, una delle ragioni principali per cui questo luogo è stato scelto per istituire il nuovo impianto di produzione del Rum di Gerusalemme nel 2015. Questo processo, chiamato invecchiamento dinamico, un mix di botti poste a diverse altezze fuori terra, dona ai rum un invecchiamento molto particolare con note aromatiche e floreali. C'è anche la quota dell'angelo, il 4,5% di rum che perdiamo ogni volta nell'evaporazione.

  • Montecristo

    Montecristo è probabilmente la marca di Habanos più conosciuta e più apprezzata in tutto il mondo. Costituisce il punto di riferimento per molti fumatori di Habanos che paragonano le altre marche a questi Habanos. Il nome deriva dal protagonista del famoso romanzo di Alexandre Dumas "Il conte di Montecristo", che è stato uno dei romanzi preferiti che venivano letti dal Lector ai Torcedores (rollatori di sigari) presso la Fabbrica di H. Upmann, dove venne fondata la marca nel 1935. Storicamente la gamma di Montecristo era composta unicamente da vitolas numerate dal 1 al 5, ma negli anni è stata ampliata progressivamente inserendo di volta in volta nuove vitolas per soddisfare il gusto degli appassionati più esigenti. Nel 2004 venne lanciata la nuova vitola Edmundo che con il suo grosso cepo è in linea con la tendenza attuale dei fumatori. A soli due anni di distanza è stata la volta del Petit Edmundo, che com- pleta questa linea che prende il nome da Edmundo Dantés, protaconista della novella di Dumas. Nel 2009 nasce la Línea Montecristo Open con 4 nuove vitolas dalla ligada più leggera rispetto a quella classica. Rivolta per soddisfare la nuova generazione di fumatori che godono dei piaceri e degli spazi aperti. Le squisite ligadas di Montecristo sono elaborate esclusivamente con foglie di tripa e capote selezionate, provenienti da Vuelta Abajo, terra dove si produce il miglior tabacco al mondo.

  • NICOLA GATTA

    “Il principio è di valorizzare un territorio differente per natura e origini, con lo scopo di ottenere vini che lo rappresentino senza compromessi.”

  • Nikka

    Nikka è oggi la nuova tendenza del whisky di malto. Il Giappone è ormai riconosciuto dai grandi esperti per la grande qualità e la precisione nella produzione. Da ormai 7 anni vince agli World’s Whisky Awards con i suoi Taketsuru 17 e 21 come miglior Blended Malt e con Yoichi come miglior Single Malt al mondo.

    Masataka Taketsuru “il visionario”
    Nato nel 1894 da un’antica famiglia di produttori di sakè, Masataka Taketsuru è considerato il padre del whisky giapponese. Dopo aver compiuto studi chimici, trova lavoro in una ditta di Osaka, la Settsu Shuzo, che coltiva il sogno di produrre un whisky giapponese. Nel 1919 viene quindi mandato in Scozia per acquisire il bagaglio tecnico; qui si appassiona al mondo dei distillati e sogna di creare una propria distilleria. Tornato a casa viene assunto dal gruppo Kotobukiya, che lo incarica di costruire una distilleria vicino a Kyoto; è così che, nel 1924, diventa il padre del primo whisky giapponese. Nel 1934, poi, crea la società Nippo Kaju e costruisce la distilleria Yoichi, sull’isola di Hokkaido. Nel pieno della guerra, nell’ottobre del 1940, vede la luce la prima bottiglia. Nel 1952 la società prende il nome definitivo di Nikka Whisky. Il successo è tale da permettere l’installazione di una seconda distilleria, nel 1969, sull’isola di Honsu.
    Yoichi – Il miglior single malt del mondo!
    A 50 km a ovest di Sapporo, sull’isola di Hokkaido, la distilleria Yoichi colpisce subito per i muri di pietra e il tetto di mattoni rossi: la tradizione si unisce a un gusto estetico di cui solo i giapponesi possiedono il segreto. La distilleria possiede una fonte di acqua sotterranea, filtrata dalla torba, la migliore per produrre il whisky, e inoltre ha la sua propria camera ‘kiln’, sormontata da camini tradizionali a forma di pagoda. Gli alambicchi pot still vengono ancora ravvivati a fuoco vivo. La posizione della distilleria, a un chilometro dal mare, contribuisce al carattere complesso, dalle note salate e lievemente medicinali. La Yoichi presta una cura particolare nella selezione delle botti, chiamate poi Hogshead, che vengono fabbricate sul posto con il legno di quercia giovane, secondo una pratica sempre meno diffusa in Scozia.
    Miyagikyo – La distilleria del futuro
    Posta sull’isola di Honshu, a ovest della città di Sendai, la distilleria Miyagikyo è situata in una regione che ricorda per molti versi la zona dei monti Cairngorm in Scozia, ed è stata scelta dopo anni di ricerche e selezionata per la purezza dell’aria e l’elevato tasso igrometrico, ideale per l’invecchiamento in botti. Natura lussureggiante e dettagli ultra moderni: qui quasi ogni aspetto è controllato dai computer.
    Il malto viene importato dalla Scozia o dall’Australia; le botti sono su due livelli in fusti tradizionali, poiché la distilleria è in zona sismica. Nel 1998 è stata fatta costruire una distilleria per il grano con due alambicchi di tipo coffey. Uno di questi, un vero e proprio pezzo da museo, risale al diciannovesimo secolo, e produce un whisky di grano tradizionale a base di mais, e non di frumento come accade sempre più spesso in Scozia.

  • OBAN

    Quando i fratelli Hugh e John Stevenson arrivarono alla frontiera delle Isole Ebridi nel 1793, trovarono poco più che un porto naturale e una vista spazzata dal vento. Qui hanno aperto la Oban Brewing Company, la loro "Cowbell Ale" è stata la prima produzione.

    Hanno iniziato a distillare whisky l'anno successivo.

    L'attività rimase nella famiglia Stevenson per tre generazioni, fino a quando il commerciante locale Peter Cumpstie la acquistò nel 1830. Nel 1880, la ferrovia entrò a vapore in Oban, inaugurando una nuova era di miglioramento delle comunicazioni e dei trasporti.

    La distilleria ha cambiato proprietà nel corso degli anni e ha visto crescere una vivace città attorno ad essa. Ma il nostro feroce impegno per l'eccellenza e la tradizione è stato costante.

    Nel 1989, Oban 14 Year Old è stato nominato uno dei sei Malti Classici che rappresentano la regione delle Highlands occidentali.

    Rema a pochi metri dal mare e puoi adattare l'intera città di Oban all'interno della singola cornice di una telecamera. E la distilleria è solo un granello all'interno di quell'immagine.

    Oban è uno dei più piccoli produttori di whisky in Scozia. E questa è la chiave del carattere dei nostri prodotti. Quando l'espansione non è un'opzione e il volume che siamo in grado di produrre è limitato, sosteniamo la qualità, l'autenticità e il patrimonio.

  • Partagas

    Se c'è una fabbrica di sigari particolarmente famosa a L’Avana è quella di Partagás. La si può trovare al n. 520 di Calle de la Industria, proprio dietro il Campidoglio, nel cuore della città. La fabbrica è stata aperta nel 1845 da Don Jaime Partagás e da allora produce i sigari che portano il suo nome.

    Un Partagás è immediatamente riconoscibile per il suo gusto profondo, di terra. Il carattere della sua mescola nasce da una selezione di tabacchi da ripieno e da sottofascia coltivati nella zona Vuelta Abajo e scelti per la loro inconfondibile ricchezza di sapore e aroma.

    I Partagás sono disponibili in una vasta gamma di forme e dimensioni in particolare il Lusitania e il 8-9-8, un sigaro che prende il suo nome dal modo in cui viene disposto nella scatola.
    Per quanto riguarda la Serie di Partagás, creata negli anni 30, il 
    Serie D No. 4, è sicuramente il più conosciuto di questa marca. Nel 2005 una Piramide, il Serie P No. 2, è stato aggiunto alla gamma, ed è fin da subito divenuto uno dei sigari più apprezzati tra gli amanti del sigaro Habano dal sapore forte. Nel 2011, la nuova Serie E per Habanos di cepo 54 con la vitola Serie E No. 2, e la Serie D .

  • Piollot

    Alcune varietà di uve dimenticate sono state reimpiantate negli ultimi trent'anni dal padre di Roland Piollot che, con questa eredità e con la sensibilità di chi ama veramente la natura e la tradizione, produce champagne puliti, precisi e minerali. I vigneti sembrano giardini e sono lavorati manualmente, con l'aiuto di animali e trattati con fertilizzanti naturali; per la vinificazione sono utilizzati lieviti indigeni. Straordinari i recenti monocepage non dosati.

  • Por Larranaga

    Por Larrañaga è una marca con una lunga storia. Fondata nel 1834 gode di una meritata reputazione per la sua cura e buona presentazione. Il vitolario di Por Larrañaga è formato da Habanos elaborati "Totalmente a Mano, Tripa Lar- ga" e "Totalmente a Mano, Tripa Corta". Per gli Habanos Tripa Larga vengono usati tabacchi provenienti da Vuelta Abajo, mentre per quelli a Tripa Corta vengono usati anche tabacchi di Semi Vuelta.

  • Punch

    Punch è una delle marche più antiche di Habano. Don Manuel López de Juan Valle y Cia, fondò questa marca a metà del XIX secolo, con l'intenzione di entrare sul mercato britannico sfruttando una pubblicazione umoristica in voga in quel periodo dal nome Punch. Un gioioso Sig. Punch, il clown che personificava la rivista, è ancora disegnato su ogni scatola, con il sigaro in mano, e circondato da immagini del XIX secolo riguardanti la produzione di sigari che è rimasta praticamente invariata anche un secolo e mezzo più tardi. Nel 1931, Punch trasferì la produzione nella fabbrica di Hoyo de Monterrey e da allora questa associazione continua. Oggi le due marche vengono prodotte nella fabbrica de La Corona.

  • Quai D’Orsay

    La marca Quai D’Orsay nasce nel 1973 ed ha

    iniziato ad essere commercializzata nel 1974 in

    esclusiva per il mercato francese.

    La storia di questo marchio inizia in con una

    lettera dell’allora Ministro delle Finanze

    francese Valéry Giscard d'Estaing (eletto l’anno

    successivo come Presidente delle Repubblica)

    al Monopolio di Stato, che all’epoca aveva la

    sede nel quartiere Quai D’Orsay, nella quale

    scriveva: “Il vino, la moda e i profumi francesi,

    brillano con splendore in tutto il mondo. Non

    abbiamo però un sigaro francese. Dobbiamo

    fare qualche cosa in merito”.

    Il dipartimento di Quai D’Orsay trasmise questa

    comunicazione all’Avana chiedendo se era

    possibile creare una marca vicino al gusto e

    alla raffinatezza francese: qualcosa di

    appropriato che potesse concludere una cena

    o un pranzo esclusivo.

    In risposta a tale richiesta, un Maestro Ligador

    di Cubatabaco, inventò una ligada “blanc de

    blanc” fatta con le più delicate foglie del suo

    “gran cru” Vuelta Abajo. Da quel momento,

    Quai D’Orsay è stato apprezzato in Francia per

    la sua particolare e consistente qualità ed è

    stato riservato in esclusiva per lungo tempo a

    questo Paese.

  • Quintero

    Quintero è una marca interessante per chi desidera un Habanos dal gusto medio e con un prezzo accessibile. È una delle poche marche di Habanos non nate nella capitale di Cuba, L'Avana. Il suo fondatore Agustin Quintero con i suoi quattro fratelli stabilì la sua attività sulla costa a sud della città di Cienfuegos, conosciuta come la "Perla del Sud".

    Allora come oggi tutti i tabacchi selezionati per la tripa del Quintero provengono dalle zone di Vuelta Abajo Semi Vuelta.

  • Ramon Allones

    Ramón Allones è uno dei grandi nomi nella storia degli Habanos. Fondato nel 1837, è anche una delle marche più antiche ancora in produzione. A Ramón Allones si riconosce il merito di essere stata la prima marca a presentare i suoi Habanos in scatole decorate con il suo marchio, divenendo così un pioniero della presentazione degli Habanos, tradizione che è giunta fino ai giorni nostri. Tutte le vitola di Ramón Allones sono prodotte con tabacchi provenienti da Vuelta Abajo e le sue ligadas gli conferiscono un gusto forte. Tra le più famose vitolas c'è il Gigantes e l'Allones Specially Selected.

  • Romeo y Julieta

    Il nome Romeo y Julieta, marca di Habanos creata nel 1875, trae le sue radici dall'omonimo romanzo di William Shakespeare. La marca ha guadagnato la fama internazionale nei primi anni del XX secolo, dopo che Don "Pepin" Rodríguez, fu tra i primi a riconoscere l'importanza delle anillas. Si calcola che vennero utilizzate più di 20.000 anillas di- stinte.

    Winston Churchill fu uno dei più devoti fumatori di questa marca. Durante la sua visita alla Habana nel 1946, il suo nome non solo venne usato per alcune anillas, ma diede il nome alla vitola più conosciuta della marca: Romeo y Julieta Churchills.
    Nel XXI secolo vennero introdotte altre due nuove vitolas. Nel 2006 arrivò sul mercato la nuova vitola: Short Churchills, un robusto che mancava nel vitolario della marca e nel 2010, durante il XII Festival del Habano venne presen- tato il Wide Churchills, una nuova vitola che ha inaugurato il cepo 55, calibro di tendenza per gli amanti del cepo grueso.

  • S.T. Dupont

    S.T. Dupont è un'azienda francese specializzata nella creazione e nella fabbricazione di oggetti personali di lusso (accendini, penne stilografiche, penne a sfera, pelletteria, valigeria, prêt-à-porter, profumi, accessori di lusso). Parigi è la sede legale della società S.T. Dupont, mentre a Faverges si trova l'unità di produzione principale.

  • San Cristobal de La Habana

    Gli Habanos San Cristóbal de la Habana furono introdotti nel 1999 alla soglia del nuovo millennio quale omaggio alla lunga storia della città. In un primo momento, la gamma comprendeva solo quattro vitolas, ciascuna delle quali prende il nome da una delle quattro fortezze costruite tra il XVI e il XVIII secolo per difendersi da possibili aggressioni: San Cristóbal de la Habana era il nome originario dell'Avana, la capitale di Cuba, quando fu fondata nel 1519; San Cristóbal in onore del Santo del giorno in cui la città venne fondata e La Habana ispirato dal nome con cui gli Indios chiamavano questo posto. El Morro, La Fuerza, La Punta e El Principe. Le vitola de galera di El Morro e La Fuerza, sono le uniche prodotte da Habanos.

    Nel 2004 venne ampliato il vitolario della marca con il Mercaderes, l'Oficios e il Murallas, che sono i nomi delle strade più conosciute del centro storico de La Habana Vieja.

  • Sancho Panza

    Come altre grandi marche di Habano quali i Montecristo, Romeo y Julieta, il Sancho Panza prende il nome da un capolavoro della letteratura mondiale. Nel Don Chisciotte, il famoso romanzo spagnolo del XVII secolo di Miguel de Cervantes, è Sancho Panza che serviva il cavaliere errante quale suo fedele scudiero. Il marchio è stato utilizzato per la prima volta per un Habano nel 1848 e da allora ha goduto di una reputazione di qualità tra i fumatori più esigenti.

  • Sapè

    Ciascun Mastro Birraio studia e realizza speciali ricette per rendere uniche le proprie birre. Noi abbiamo ereditato quella di Sapè e, grazie ad essa, realizziamo un prodotto 100% made in Sicily che evoca in chi lo beve immaginari poetici e sapori tipici che solo la Sicilia è in grado di regalare.

    Siamo dunque pronti a condurvi all’interno di un universo sfaccettato e molto complesso, una combinazione tra ricercatezza ed ispirazione che potrete apprezzare solo degustando la nostra birra con tutti e cinque i sensi e molto cuore.

    Nascosto tra le incantevoli bellezze della Rocca di San Nicola, isolotto bagnato dalle acque del Mar Mediterraneo, viveva un uomo tra i più saggi e colti del mondo: Sapè, mastro birraio siciliano. 

    Costretto a vivere in esilio, ma follemente innamorato della sua terra natia, sfruttò le sue competenze per creare un elisir che potesse condurlo, sorso dopo sorso, tra le calde e profumate terre sicule, così da raggiungere con la mente quei luoghi da lui tanto amati, ma fisicamente irraggiungibili.

  • Sergio Drago

    Laureato in Viticoltura ed enologia, sono un piccolo produttore di vini naturali.

    I miei vini sono frutto della sola fermentazione del mosto, con o senza macerazione, senza l'utilizzo di chimica in cantina, ne durante il processo di vinificazione ne durante la fase di affinamento. Questo mi permette di ottenere vini che rispettano il più possibile quelle che sono le caratteristiche naturali delle uve, le quali a sua volta dipendono fortemente dall'interazione tra:l'opera dell'uomo in vigna, la varietà, il territorio, e l'andamento stagionale. Vini naturali vuol dire veri, vini senza trucco e senza inganno, vini che sono la massima espressione di quello che la natural può dare, perché la natura è cosi come piace a me, quindi i vini li preferisco cosi...naturali.

  • Tenuta San Guido

    La Tenuta San Guido prende il nome da San Guido della Gherardesca vissuto nel XIII secolo. Si trova sulla costa Etrusca tra Livorno e Grosseto, nella Maremma resa celebre dai versi di Giosuè Carducci e si estende per 13 chilometri dal mare fin dietro le colline. Racchiude al suo interno tre eccellenze:

    Il Sassicaia, la Razza Dormello Olgiata nei cavalli purosangue e il Rifugio Faunistico Padule di Bolgheri, primo in Italia.

    Sono i punti cardinali della Tenuta e ne segnano anche geograficamente il territorio: il Padule verso il mare, il centro allenamento in pianura ed i vigneti che arrivano fino a quasi 400 metri tra la macchia sulle colline. 

    Sono i punti cardinali della Tenuta e ne segnano anche geograficamente il territorio: il Padule verso il mare, il centro allenamento in pianura ed i vigneti che arrivano fino a quasi 400 metri tra la macchia sulle colline. 
    Una situazione ideale perché con 2.500 ettari a disposizione è stato possibile trovare i 75 ettari più vocati per il Sassicaia. Così eccezionali da meritare una D.O.C tutta loro (D.O.C. Bolgheri Sassicaia) che è l’unica in Italia ad essere inclusa interamente in una proprietà.

  • The Balvenie

    Speyside, Dufftown, The Balvenie: un luogo storicamente significativo per la produzione di Single Malt è la sede della sola distilleria in tutta la Scozia a riunire sotto il proprio tetto  le cinque caratteristiche fondamentali per la produzione del proprio distillato:

    . Coltivazione propria dell’orzo
    . Maltaggio tradizionale in distilleria
    . Mastri ramai per la manutenzione degli alambicchi
    . Mastri bottai per la fabbricazione e cura di tutti i barili
    . Il master distiller più esperto e longevo del settore: David Stewart

    Annessa alla distilleria si estende una fattoria di proprietà – Balvenie Mains – di oltre 300 ettari, che fornisce la totalità dell’orzo utilizzato in produzione, coltivato secondo i dettami tradizionali. L’orzo viene successivamente maltato nell’unico malting floor ancora attivo nelle Highlands, rivoltato 4 volte al giorno dai malt men – categoria professionale quasi scomparsa in seguito all’ammodernamento dell’industria – prima di essere pronto per le successive lavorazioni. 

    Il corretto funzionamento dei Pot Stills di proprietà è invece garantito dal team di mastri ramai che si occupa della manutenzione – inclusa la delicata operazione dell’ ‘addolcimento dell’alambicco’ attraverso la bollitura di rami di ginepro. Ogni botte viene riparata, sigillata, ricurvata o tostata da un altro team di bottai addetti alla salvaguardia del patrimonio aziendale di botti: ognuno di loro va incontro a una formazione di 4 anni prima di poter far parte della squadra ufficiale. Questa complessa alchimia, creata dall’interazione tra il distillato, il legno e il tempo, viene quindi sovrintesa da David Stewart, Malt Master e interprete di uno stile di distillazione che conta 50 anni di esperienza sul campo.

  • The Macallan

    Sulle rive del fiume Spey sorge la Easter Elchies House, un maniero giacobita costruito nel 1700 che ancora oggi è il centro del sito in cui si distilla The Macallanil single malt più amato dai collezionisti di whisky
    All’interno della distilleria, di proprietà di Highland Distillers, si trovano quattordici alambicchi di rame, molto piccoli e dalla forma insolita che permettono di preservare e concentrare gli aromi.
    Nel processo di lavorazione, solo il 16% del distillato finale viene selezionato affinchè diventi The Macallan.

    È esclusivamente l’interazione tra legno e distillato in funzione del tempo di invecchiamento e della percentuale di botti first fill, a generare la varietà di colori che il liquido assume naturalmente.

  • Trinidad

    La marca Trinidad è un omaggio alla città di Santísima Trinidad, che si trova nella costa a sud dell'isola, che nel XX secolo fu dichiarata Patrimonio della Umanità dall'UNESCO. Le origini della marca Trinidad risalgono all'anno 1969, e per molti anni, come per la marca Cohiba, venne utilizzata come regalo di Stato per i diplomatici stranieri. Trinidad iniziò la sua commercializzazione nel 1998, ma sempre in quantità limitate. Inizialmente Trinidad proponeva solo una vitola: il Fundadores. Nel 2003 il vitolario venne ampliato con il Reyes, il Coloniales e il Robusto Extra e venne fatto un restailing della immagine della marca rendendola più moderna e in linea con la straordinaria qualità di questi Ha- banos. Più recentemente, nel 2009, è stata proposta una nuova vitola: Robustos T, che completa la gamma Trinidad. Per molti anni gli Habanos di questa marca vennero prodotti nella fabbrica de El Laguito, con una ligada molto caratteristica di tabacchi selezionati provenienti da Vuelta Abajo. Oggigiorno vengono fabbricati a Pinar del Rio, la città più importante nella zona di Vuelta Abajo.

  • Vegas Robaina

    Dal 1845 la famiglia Robaina continua a produrre un eccellente tabacco nelle sue vegas site a Cuchillas de Barbacoa, nel distretto di San Luis a Vuelta Abajo.

    La marca Vegas Robaina venne creata nel 1997 come omaggio, tramite la figura di Alejandro Robaina, a tutti i colti- vatori di tabacco per aver contribuito ad accrescere il rendimento e la qualità delle foglie di capa. In effetti i successi della marca fanno onore a tutti i coltivatori di tabacco anonimi le cui conoscenze e abilità fanno degli Habanos tutto ciò che oggi essi rappresentano.

  • Vegueros

    A Vuelta Abajo è tradizione per i vegueros (agricoltori) farsi i propri sigari. I visitatori di questa parte della provincia di Pinar del Rio spesso vogliono provare questi sigari fatti nella terra in cui viene coltivato il miglior tabacco al mondo. Di conseguenza, nel 1996, la marca chiamata Vegueros è stata introdotta sul mercato quale omaggio alle innumerevoli generazioni che hanno coltivato il tabacco a Pinar del Rio. Le ligadas di questa marca riflettono i gusti della gente di Vuelta Abajo. Viene prodotta presso la fabbrica " Francisco Donatíen", in un edificio massiccio situato nel centro della città, che è stato costruito come prigione nel 1868 e trasformato in una fabbrica di sigari nel 1961.

    Dopo 15 anni, Habanos s.a. rinnova completamente l’intera linea sostituendo le vitolas precedenti con tre nuovi accattivanti formati, dalle ligadas totalmente rinnovate, che si rivolgono ad un pubblico molto ampio: Tapados, Entretiempos e Mañanitas.
    Anche l’immagine della marca e il packaging sono stati rinnovati: tutte e tre le vitolas son disponibili sia in petacas da 4 e in mazos da 16 sigari contenuti in una pratica ed elegante latta.

  • Zacapa

    Prodotto in Guatemala, Zacapa è frutto di pazienza, ricchezza della materia prima, qualità e tradizione di miscelazione. Invecchiato fino alla perfezione sulle alture di Quetzatenango, Zacapa sviluppa il suo carattere ricercato e il suo bouquet unico a 2.300 metri sopra il livello del mare, nella solitaria "casa sopra le nuvole"